Amsi:nell’ultimo anno solastico gli alunni con cittadinanza non italiana sono circa 900.000, con un’incidenza sulla popolazione scolastica del 9,7%, assurdo che la scuola li consideri  “stranieri”.

(ASI) Roma. Si è tenuto martedi 8 ottobre a palazzo Montecitorio un incontro tra Foad Aodi, Presidente dell’Associazione Medici di origine Straniera in Italia (Amsi), delle Comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai), del Movimento Uniti per Unire e il Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera, Giuseppe Brescia, relatore della riforma della legge sulla cittadinanza. Oggetto dell’incontro è stata la possibile introduzione nel nostro ordinamento dello Ius culturae, quale riconoscimento della positiva integrazione degli stranieri in Italia. Nel corso dell’incontro è emersa una positiva sintonia sulla necessità di una riflessione sul tema svincolata dalla propaganda e dalla paura e profondamente connessa con la realtà quotidiana di tanti professionisti nati e cresciuti in Italia.

“L’incontro di oggi fa parte di una serie di confronti che terrò con tanti cittadini stranieri di prima e seconda generazione che si sentono italiani. I medici stranieri in Italia danno un forte contributo al nostro Paese e facilitano l’inclusione degli stranieri nelle nostre comunità e nel nostro tessuto sociale. La richiesta di una nuova legge sulla cittadinanza è una domanda di giustizia e di civiltà che questo Parlamento non può ignorare” commenta Brescia.

Il presidente Foad Aodi ha ringraziato il presidente Giuseppe Brescia per la sua grande disponibilità e volontà di ascoltare l’esperienza delle Associazioni, le loro analisi e proposte sul tema “vista la sua importanza per i figli della nostra nuova Italia e la loro integrazione. Essi – ha sottolineato - sono italiani come i loro coetanei, eppure non ricevono lo stesso trattamento e si sentono, perché lo sono, tenuti lontani e discriminati da una società della quale invece si sentono, perché lo sono, parte integrante. Tutti ormai dobbiamo essere consapevoli della realtà della trasformazione della società italiana in società multietnica e multiculturale, per questo Amsi, Co-mai e Uniti per Unire da molti anni stanno offrendo all’Italia il loro contributo all’analisi e alla progettazione della corretta integrazione, che comprende la proposta circa 15 anni fa' l’adozione dello Ius Soli temperato.” 

 

D’altra parte i dati e le riflessioni da parte delle Associazioni offerte alla Commissione indicano chiaramente quanto siamo lontani da quelle invasioni con le quali una certa narrazione interessata cerca di spaventare gli italiani: nell’ultimo anno scolastico gli alunni con cittadinanza non italiana sono circa 900.000, con un’incidenza sulla popolazione scolastica del 9,7%, percentuale che sta però rimanendo costante da circa un decennio; i nati in Italia da genitori stranieri nel 2018 rappresentano il 15% delle nascite ma sono stati il 3,7% in meno del 2017. Evidenziano anche una certa contraddizione del nostro sistema: molti di più della metà (64%) di quei 900.000 alunni “stranieri” in realtà sono nati in Italia e parlano, si comportano, ragionano esattamente come tutti i loro coetanei e la quasi totalità del rimanente 36% rappresenta bambini e ragazzi venuti in Italia per ricongiungersi con famiglie già residenti da tempo in Italia.

“Eppure - insiste Foad Aodi – da quindici anni sembra che la politica abbia paura di riconoscere questa come una realtà. Paura? Sapete che cosa succederebbe all’Italia se domani si approvasse una legge che concedesse la cittadinanza anche a chi nasce in Italia da genitori non cittadini italiani? Nulla, proprio nulla: quei circa 500.000 giovani in attesa sono già contati nella popolazione residente in Italia, quei bambini e quei ragazzi sono già contati nella popolazione scolastica, le prestazioni sanitarie a loro favore sono già contate nella spesa sanitaria nazionale. Dobbiamo invece avere paura del contrario, già oggi le nostre statistiche misurano una sensibile “crisi d’identità” nel 30% dei ragazzi nati in Italia a causa della possibilità, mai concretizzata, della modifica alla legge sulla cittadinanza; non solo, i giovani formatisi nel nostro sistema scolastico e formativo, che non si sentono accettati come italiani, stanno iniziando a trasferirsi all’estero in paesi che almeno offrono più possibilità concrete indipendentemente dalla nazionalità formale.

Per queste semplici ragioni il Movimento Uniti per Unire, AMSI e Co-Mai sono assolutamente convinte che la modifica della legge sulla cittadinanza verso il cosiddetto Ius culturae chiaramente definito, è un atto dovuto al sistema-Italia semplicemente perché rappresenta un atto di giustizia sociale. I nostri dati e le nostre argomentazioni rendono evidente che non solo non v’è alcun rischio che il sistema-Italia possa correre ma che questo atto di giustizia sociale rappresenta un modo di tutelare il suo sviluppo nel prossimo futuro, perché comincerebbe finalmente a considerare le nuove generazioni di origine immigrate risorse da imparare a utilizzare anziché problemi sociali da risolvere o, peggio, minacce da cui difendersi.”

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