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Politica Nazionale

Ricognizione opere pubbliche, strade, ponti e dighe. Le Province sostituiscono il MIT: ai comuni lettere con richiesta di risposta in 4 giorni. UNCEM: "non chiaro l'obiettivo generale"

Di Redazione ASI 28 Agosto 2018 – 08:38 2 min di lettura

uncem(ASI) "In alcune Regioni sono arrivate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. In altre, come il Piemonte, da Province e da Città Metropolitana. Solo ieri e oggi, molti Sindaci hanno ricevuto le note con le richieste e le schede per la rilevazione dello stato di conservazione e manutenzione delle opere, viarie e non. Dovevano pervenire dal Mit, tramite i Provveditorati alle Opere pubbliche regionali.

Invece, per un corto circuito che non ci è chiaro, le Province sono intervenute con una lettera e con un file da compilare, per ogni Comune. "Tempi strettissimi e sindaci perplessi, o anche arrabbiati - afferma Marco Bussone, Presidente Uncem - Lo registriamo in queste ore. Intanto perché è mancato il rapporto diretto con il Mit come inizialmente annunciato. Poi per i tempi e la difficoltà nel fare un rilevamento in un perimetro molto esteso, con i Sindaci che non hanno personale tecnico a disposizione a sufficienza, tantopiù a fine agosto". Perplessità fortissima sugli obiettivi di questo rilevamento. "Andrebbe precisato a cosa servono i dati - prosegue Bussone - cioé quanti soldi a disposizione ci saranno per intervenire, oppure quanto verrà concesso di aprire il pareggio di bilancio per investimenti. Se io Sindaco autodenuncio a Mit e Province, peraltro in un non chiaro accordo con Anci evidenziato nelle lettere, che il mio ponte e la mia strada non sono sicure cosa avrò per l'intervento? Ci saranno nuove risorse dal Cipe? Dovremo chiudere pezzi di strade e ponti? Si rischia dunque di creare panico, dubbi tra i cittadini, problematiche amministrative e anche giuridiche di un certo livello, con scontri territoriali forti, ingestibili. Serve chiarezza sugli obiettivi. Anche per quanto riguarda le dighe, già super presidiate dai proprietari e dai gestori secondo il piano nazionale. La viabilità è un grande problema per le aree montane, alpine e appenniniche. La proposta Uncem oggi è la sola in campo, unica e concreta: agire subito, in legge di bilancio, per destinare una quota del gettito delle Concessioni autostradali, incassato dallo Stato e dall'Anas, agli Enti locali per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria della rete viaria, con un piano strategico condiviso tra i diversi livelli tecnici e istituzionali. Se questo non fosse il traguardo, la ricognizione avviata rischia di produrre un ennesimo dossier poco utile".
Lo dichiara in una nota UNCEM (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani).

Nota della Redazione

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