(ASI) Roma, "In una fase storica segnata da forti tensioni geopolitiche, da un profondo riassetto degli strumenti finanziari europei e da un'accresciuta sensibilità dei mercati rispetto alla stabilità istituzionale, la guida delle autorità di vigilanza assume un valore che va ben oltre la dialettica politica contingente. Ecco perché nella scelta del presidente della Consob occorre più che mai pensare agli interessi del Paese e non di un partito".
Lo afferma Patto per il Nord in una nota.
"I grandi investitori esteri – continua la nota - sono molto a disagio. L'idea che a guidare la Consob sia un politico legato a un partito che parla di tassare gli 'extraprofitti' e che critica quotidianamente l'Europa non piace per niente e, beninteso, non è un giudizio sulla persona. In questo momento serve stabilità, altrimenti gli investitori fuggono. Lo si è purtroppo già sperimentato con la questione urbanistica milanese che, di fatto, ha ingessato i possibili investimenti immobiliari. Chi investe, il piccolo risparmiatore italiano così come il grande fondo internazionale, vuole certezze: piaccia o non piaccia, funziona così".



