(ASI) Roma, - "Con il disegno di legge sul nucleare il Governo continua ad alimentare una propaganda che va avanti da troppo tempo. Ciò di cui si parla poco, invece, è su chi ricadranno realmente i costi del rilancio del nucleare in Italia: sullo Stato e quindi sui cittadini".
Lo dichiara Enrico Cappelletti, deputato del Movimento 5 Stelle e membro della Commissione Attività produttive della Camera. "Lo hanno evidenziato anche diverse audizioni parlamentari e lo ha ammesso lo stesso ministro Pichetto Fratin, parlando della necessità di un forte sostegno pubblico. Eppure è sempre il ministro a sostenere che il nucleare ridurrà il costo delle bollette. Un'affermazione difficile da comprendere, considerando che il costo dell'energia prodotta dalle rinnovabili è oggi inferiore di oltre due terzi rispetto a quello dell'energia nucleare. Si continua inoltre a descrivere il nucleare come una fonte programmabile e non soggetta a variabili climatiche ma proprio nel 2025 in Francia e in Svizzera alcune centrali sono state fermate a causa delle condizioni meteo. Anche la presunta programmabilità, peraltro, comporterebbe un ulteriore aumento dei già elevati costi di produzione, legati al tempo effettivo di funzionamento degli impianti. Il risultato - conclude Cappelletti - è che il costo dell'energia nucleare supererebbe facilmente quello del gas, come ricordato di recente anche da Bankitalia. Per questi motivi esprimiamo una netta contrarietà a un progetto che non risponde alle esigenze di cittadini e imprese, già schiacciati dai costi energetici più alti d'Europa. Servono politiche che riducano le bollette oggi, non provvedimenti che mettano ulteriormente le mani nelle tasche dei cittadini, perché possano avere, tra qualche decennio, energia a un prezzo più alto degli altri Paesi".



