(ASI) A 27 anni dal suo brutale assassinio avvenuto il 9 agosto del 1991 si è svolta questa mattina a Piale di Villa San Giovanni, presso la stele e l’albero posti in sua memoria nel punto in cui fu ucciso, la commemorazione per la morte del giudice Antonino Scopelliti.

A presenziare alla cerimonia, insieme a tantissime autorità politiche, civili e religiose e alla presidente della Fondazione Scopelliti, Rosanna Scopelliti, deputato e figlia del magistrato, anche il presidente della Giunta regionale Mario Oliverio a cui è toccato ricordare  la figura del grande magistrato calabrese ucciso mentre in auto tornava dal mare nella casa paterna dov’era cresciuto, proprio nel momento in cui si accingeva a rappresentare la pubblica accusa nel maxiprocesso a Cosa nostra davanti alla Suprema corte.

Oliverio, che al momento del delitto era sindaco di San Giovanni in Fiore, ha ricostruito innanzitutto il clima in cui avvenne l’omicidio. “Mai in Calabria -ha detto- assassini avevano mirato contro magistrati impegnati nell’amministrazione della giustizia penale. Fu come una vertigine: fu chiaro fin dall’inizio che ci trovavamo di fronte aD un segnale devastante che annunciava un salto di qualità che la Calabria e i calabresi perbene avrebbero dolorosamente pagato”.

Il presidente della Regione ha poi collegato le uccisioni avvenute in rapida sequenza,  in poco meno di un anno, tra il 9 agosto del ’91 e il 19 luglio del ’92, di Scopelliti, Falcone e Borsellino: “Uccidere due giudici siciliani e uno calabrese non ha significato solo colpire obiettivi simbolici. Nella strategia di Cosa nostra, quelle tre morti significavano eliminare i tre più pericolosi e determinati nemici di quel momento”

“Di scandaloso -ha poi aggiunto Oliverio-  c’è che lo Stato, eliminati Falcone e Borsellino dopo Scopelliti, non è riuscito a ricostruire concretamente il quadro degli avvenimenti, forse proprio perché quei tre episodi sono stati valutati come vicende tra loro diverse. Oggi la Calabria chiede giustizia. Siamo interessati a far luce fino in fondo su quella drammatica pagina della Calabria, anche per capire meglio cos’è successo nell’ultimo trentennio. La nostra terra ha bisogno, per poter progredire, di normalità. Ho molto apprezzato, insieme a una parte grande dei calabresi, i segnali importanti di quanti non vogliono abbandonare soltanto alle ricostruzioni storiche gli avvenimenti di quegli anni lontani. Intanto, perché tutti i cittadini hanno diritto ad avere giustizia, condizione per risanare ferite così tragiche e profonde. Ma anche perché la conoscenza di tutto quel che è successo è la condizione per liberare la nostra terra da tutte le ipoteche abbiamo diritto, come calabresi, a conoscere cosa è avvenuto nel lontano agosto del ’91 ,ma di farlo diventare argomento di giustizia”. “In Calabria -ha proseguito Oliverio- ci sono calabresi mafiosi, ma ci sono anche giudici che hanno combattuto e combattono, a viso aperto e senso di giustizia, i mafiosi. Come in Sicilia. E’ quel che continua ad accadere ogni giorno.  E’ per questo che noi consideriamo il giudice calabrese Antonio Scopelliti, figlio della Calabria, un eroe civile italiano che amava la sua terra. Siamo fieri di lui e, per lui, i suoi familiari e tutti quelli che gli hanno voluto bene, aspettiamo fiduciosi di avere giustizia. Lo Stato ce lo deve. Lo deve alla famiglia, alla Calabria e al Paese”.

“Prima di concludere questo mio breve intervento -ha affermato Oliverio- voglio ringraziare Rosanna Scopelliti che, con la Fondazione, ha inteso assumere nel nome e sull’esempio di suo padre, un impegno civile che continua per riscattare questa nostra terra. Ho apprezzato molto le sue riflessioni che sono quelle di una figlia che, nonostante quella odierna sia una giornata di ricordi dolorosi, invita tutti noi ad impegnarci e a rimanere in questa terra per aiutarla a riscattarsi”.

“Alla violenza della ‘ndrangheta- ha concluso il presidente della Giunta regionale-  occorre opporre un impegno civile forte, soprattutto delle nuove generazioni, per contribuire a cancellare dalla faccia di questa regione una piovra che per troppo tempo ne ha ostacolato lo sviluppo e la crescita e continua a proiettarne all’esterno una immagine sfregiata e negativa. E’ lo stesso impegno che Rosanna sta portando avanti attraverso la Fondazione e che vedrà il nostro sostegno, come ho già avuto modo di assicurarle nei giorni scorsi durante un incontro nel corso del quale mi ha illustrato i programmi della stessa. La Regione c’è, sta dalla parte di Rosanna e della Fondazione perché, solo così, sta dalla parte dei calabresi onesti, che sono la maggioranza di questa regione, nel nome e nel ricordo di Antonino Scopelliti”.

 

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