(ASI) Roma - “Siamo soddisfatti per il lavoro svolto sul Decreto correttivo sul terzo settore, approvato contro ogni aspettativa da parte delle opposizioni entro i termini di legge. Il Codice del Terzo Settore necessitava di essere rivisto e cambiato in più parti e il decreto correttivo si è rivelato a sua volta non soddisfacente. Su quest'ultimo abbiamo lavorato in tempi stretti, ascoltando la voce dei diversi enti interessati dalla riforma e coinvolti direttamente dalle problematiche correlate, anche chiedendo una proroga di 4 mesi per meglio esaminare il Decreto correttivo, proposta accolta dal Senato ma fermata alla Camera per il rifiuto a calendarizzare il Dl da parte del Pd. Abbiamo tenuto conto delle diverse istanze presentate dai soggetti del mondo associativo, con l'obiettivo di permettere al Decreto di andare realmente a correggere quelle parti del Codice che si sono rivelate poco chiare e in certi casi discriminanti per alcuni Enti Terzo Settore rispetto ad altri. Il Decreto correttivo ha accolto buona parte delle condizioni e osservazioni da noi espresse nel parere della Commissione Affari Costituzionali. Tra le principali modifiche: sciolto il nodo relativo alla mancata intesa Stato-Regioni che vedeva reclamare da parte di alcune Regioni un mancato coinvolgimento nella programmazione annuale degli obiettivi e delle risorse: nel decreto si chiarisce che ‘il codice è già ispirato al principio leale di collaborazione...prevedendo la preventiva intesa in sede di Conferenza Stato- Regioni ai fini dell'adozione dell'atto annuale di indirizzo’; accolte le condizioni e le osservazioni riguardanti gli obblighi di trasparenza sui compensi erogati mantenendo a centomila il limite di entrata per la decorrenza dell'obbligo, soppressione della deroga sul trattamento economico e normativo dei lavoratori nei ETS, introduzione della programmazione triennale delle risorse per le Regioni e Province autonome, estensione da 18 a 24 mesi del termine per gli Enti terzo settore per adeguarsi alle disposizioni del codice e per modificare i propri statuti, introduzione all'interno del Consiglio Nazionale Terzo Settore di un rappresentante designato dall'associazione dei CSV più rappresentativa sul territorio nazionale, esenzione dell'imposta di registro per gli atti costitutivi e per quelli connessi allo svolgimento delle attività delle ODV. Le Asd potranno godere di specifici regimi fiscali agevolati come previsto per gli Enti terzo settore non commerciali alla stessa stregua di ODV e APS.Per il loro contenuto, oltre i limiti concessi dal decreto, alcune osservazioni e condizioni non sono state accolte, altre sono state precisate e assorbite dal parere del Consiglio di Stato, nonché dal Consiglio dei Ministri. Esprimiamo soddisfazione: ancora una volta la Lega si dimostra vicina alle problematiche reali, per dare risposte in tempi brevi”.
Lo dichiarano in una nota i Senatori della Lega Stefano Borghesi, Roberto Calderoli, Daisy Pirovano, Maria Saponara e Luigi Augussori, componenti della Commissione Affari Costituzionali al Senato
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