(ASI) Roma - "A seguito dei numerosi episodi di contrabbando nel settore della distribuzione dei prodotti petroliferi già registrati dall'inizio dell'anno, Pier Ferdinando Casini ha presentato questa mattina un'interrogazione parlamentare al Ministro dell’Economia e delle Finanze e al Ministro dell’Interno per chiedere quali attività e iniziative i Ministeri intendono adottare per rafforzare la capacità di controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine e la collaborazione internazionale e all’interno dell’UE su questo fronte.

Negli ultimi anni questo settore ha rappresentato un mercato propizio per la criminalità organizzata criminali che da tempo, realizza ingenti frodi fiscali ai danni dell'Erario, eludendo i dovuti versamenti di IVA e accise (stimate tra i 2 e i 4 miliardi di euro annui) e offrendo sul mercato prodotti a prezzi ribassati. Si tratta di un fenomeno - si legge nel testo dell'interrogazione - che si sta sempre più diffondendo e che richiede risolute e tempestive misure di contrasto".

 Di seguito il testo integrale dell'interrogazione:

 Interrogazione Parlamentare – Illegalità nel settore dei prodotti petroliferi

Al Ministro dell’Economia e delle Finanze e al Ministro dell’Interno – Per sapere – premesso che:

- Negli ultimi anni il settore della distribuzione dei prodotti petroliferi ha rappresentato un mercato propizio per la criminalità organizzata. L’alta incidenza della tassazione sul prezzo finale dei carburanti rende infatti particolarmente redditizia l’evasione per le organizzazioni criminali che da tempo, realizzano frodi fiscali finalizzate a sottrarre all’Erario i dovuti versamenti di IVA e accise, offrendo sul mercato prodotti a prezzi ribassati;

- Assopetroli e Unione petrolifera hanno stimato come l’evasione nel settore si attesti tra i 2 e i 4 miliardi di euro annui, su un totale di circa 40 miliardi di gettito assicurato allo Stato;

- la “Relazione sull'economia non osservata e sull'evasione fiscale e contributiva” per l’anno 2017 individua nel settore dei carburanti per autotrazione uno dei comparti produttivi soggetti alla più significativa evasione fiscale;

- dal 2017, è stata potenziata l’attività di contrasto all’illegalità da parte della Guardia di Finanza in stretto coordinamento con le altre Forze dell’Ordine, che ha consentito di scoprire e contrastare decine di frodi milionarie ai danni dell’Erario;

- solo dall’inizio del 2018 sono state realizzate sette operazioni da parte delle FF.OO. per un totale di circa 280 milioni di euro di IVA evasa, che hanno permesso di sgominare sofisticate organizzazioni, alcune delle quali legate alla criminalità organizzata.

L’operazione “Drago Nero” del marzo scorso ha permesso di sgominare un’organizzazione criminale specializzata in frodi nel commercio di carburanti, composta da 25 persone per un totale evaso di 120 milioni di euro. A questa si è aggiunta l’operazione “Good Platts”, sempre nel mese di marzo in occasione della qualeè stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di oltre 10 soggetti attivi in una rete di contrabbando di carburanti finalizzata alla frode fiscale per oltre 25 milioni di euro.Da ultimo, nel mese di maggio, la Guardia di Finanza di Trieste ha eseguito misure di custodia cautelare nei confronti dei vertici di Petrolifera italiana, per false fatturazioni pari a 160 milioni di euro e 35 milioni di evasione all’IVA che ha preso il via a seguito della cessione alla società Life Srl della Depositi Costieri Trieste SpA (uno dei principali depositi fiscali operante nello stoccaggio di prodotti petroliferi esistenti nel territorio nazionale);

- in tutti questi casi, le operazioni illecite messe in atto utilizzavano, in particolare, il meccanismo delle frodi carosello, le quali prevedono la realizzazione di frodi mediante la costituzione di società cartiere, ovvero società intestate a prestanomi nullatenenti ma gestite di fatto dai promotori del sistema evasivo i quali, iscrivono in capo alle citate imprese ‘cartiere’ il rilevante debito erariale. A seguire, tali imprese vengono fatte cessare nel più breve tempo possibile;

- la normativa dell’Unione consente la circolazione in sospensione IVA e accisa all’interno del territorio nazionale di autobotti provenienti da Paesi UE (Europa dell'est, in genere) e diretti ad altro Stati membri. Tali prodotti vengono venduti illegalmente sul mercato nazionale rifornendo la rete dei depositi di stoccaggio e dei distributori, con grave pregiudizio per l’erario e per il mercato;

- la liberalizzazione del mercato della distribuzione dei carburanti ha aperto il settore a nuovi operatori, dalla Grande Distribuzione organizzata alle cosiddette “pompe bianche”. Ciò da un lato ha favorito una riduzione del prezzo finale del prodotto. Dall’altro, in assenza di adeguati controlli, ha lasciato il campo libero alla possibilità per numerosi nuovi operatori di rifornirsi da canali illegali, riuscendo così a offrire un prezzo basso del carburante grazie all’evasione di IVA e accise, che rappresentano una componente preponderante del prezzo finale. Sono numerose le inchieste che hanno individuato un legame tra questi operatori e gli operatori illegali: questi ultimi rendono disponibili, mediante il transito in depositi fiscali e/o l’uso di destinatari registrati, carburanti acquistati con operazioni fraudolente, successivamente rivenduti al consumatore finale a prezzi fuori mercato così da spiazzare gli operatori onesti;

- con le Leggi di Bilancio n. 232/2016 e n. 205/2017 sono state introdotte significative misure volte ad aumentare la capacità di controllo e prevenzione delle frodi da parte delle agenzie fiscali. In particolare, sono state adottati provvedimenti specifici per: rafforzare la digitalizzazione della filiera, a partire dall’introduzione dell’obbligo di utilizzo della fatturazione elettronica; limitare l’utilizzo del contante per l’acquisto di carburante; razionalizzare il sistema dei depositi, in particolare rivedendo i criteri per il rilascio delle autorizzazioni all’esercizio e introducendo un obbligo di versamento anticipato dell’IVA per chi transita in un deposito;

- il nuovo quadro legislativo rappresenta un significativo passo in avanti nella lotta all’illegalità, nonostante il percorso attuativo resti ancora impervio e sottoposto a possibile proroghe;

- con il DL 79/2018 il Governo ha disposto la proroga al 1° gennaio 2019 per l’entrata in vigore della fatturazione elettronica nel settore dei carburanti, privando per altri sei mesi l’amministrazione di uno strumento rilevante per contrastare l’illegalità nel settore;

- la Legge n. 205/2017, art. 1 comma 919-ter ha previsto l’adozione di un piano di contrasto alle frodi nel settore della commercializzazione e distribuzione dei carburanti:

quali attività e iniziative i Ministeri intendono adottare per rafforzare la capacità di controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine e la collaborazione internazionale e all’interno dell’UE su questo fronte.

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