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(ASI) Dopo i ludi cartacei delle amministrative, arriva il tempo della fredda presa atto della nuova realtà politica.. Nicola Cospito, dirigente del Movimento Nazional-Popolare analizza la dinamiche che hanno detrminato la sconfitta del centro-destra, il successo del centro-sinistra e le prospettive che si aprono per un reale cambiamento politico che si faccia davvero interprete delle reali necessità degli italiani.  
"L'esito dei ballottaggi nelle ultime elezioni amministrative evidenzia il crollo del centro-destra che, come già da noi osservato a ridosso delle elezioni del primo turno, paga il prezzo di un malgoverno centrale e locale fatto di ignoranza, corruzione, incapacità di affrontare i reali problemi della gente. Una sconfitta, quella del berlusconismo che noi salutiamo con gioia e soddisfazione perchè, come la maggioranza degli italiani, non vediamo l'ora che Silvio Berlusconi esca dalla scena politica italiana, dopo i gravissimi danni che ha arrecato al nostro paese, sotto il profilo morale e materiale e di immagine a livello internazionale. Con gioia registriamo pure che il pallone leghista abbia cominciato a sgonfiarsi, dato che anche il movimento di Bossi ha mostrato di essere simile agli altri partiti: corrotto, nepotista, demagogo, come i suoi alleati. Con grande soddisfazione poi, registriamo il totale fallimento di quanti, provenendo da destra,  più per profitto personale che per convinzione politica, si sono messi al servizio del PdL. La Destra storaciana ha dimostrato ancora una volta la sua reale e totale inconsistenza politica, ottenendo, nonostante l'abbondanza dei mezzi, risultati irrisori. La Fiamma di Romagnoli in questa tornata si è confermata per quello che è: un ectoplasma che da tempo ha cessato di esistere nella realtà.
 La sconfitta del centro-destra però, si badi bene, non costituisce motivo di vittoria per lo schieramento di centrosinistra, intanto perchè non può di certo passare in secondo piano il fortissimo astensionismo  che delegittima in partenza l'intera cosiddetta classe politica, visto che in tantissimi casi le percentuali dei votanti sono rimaste sotto il 50 % e poi perchè è evidente anche ai sordi e ai ciechi che per molti il voto al PD è stato solo una forma di reazione ai mali del berlusconismo. Emblematico il successo del nuovo sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, uomo di legge, che ha avuto una valanga di voti da parte di quanti hanno visto e vedono in lui l'uomo d'ordine, capace di riportare a Napoli un minimo di sicurezza e di pulizia. Nulla a che fare con l'ideologia, nulla con il dipietrismo, soltanto voglia di affidarsi ad una persona nuova, sperando che sia quella giusta. Del resto, se il centro-destra non ha la minima valenza positiva, specularmente il centrosinistra non ha nè uomini, nè programmi, nè tanto meno un progetto politico credibile. Basti considerare quanto è accaduto e sta accadendo in Spagna ove Zapatero,  troppo impegnato nella difesa degli omosessuali, della laicità dello Stato, dei pretesi diritti civili, si è guadaganato l'ira degli studenti indignatos che si sono ribellati alla crisi economica e alla disoccupazione endemica occupando le piazze di Madrid e delle principali città iberiche. La verità è che il modello liberista, nelle sue componenti di destra e di sinistra, funzionale all'alta finanza e ai suoi sporchi giochi,  sta crollando ovunque, dalla Grecia, alla Spagna, dal Portogallo all'Italia,  creando precariato, disoccupazione, miseria, disperazione e che la gente non sa più a quale santo votarsi. Cose queste che gli analisti "politicamente corretti" non vogliono dire. La cosiddetta zona euro sta mostrando cedimenti epocali e sono in molti a pensare che la moneta unica, piegata agli interessi del FMI e della BCE, funziona sempre meno con un mercato senza regole e non supportato da una adeguata politica dei prezzi (concetto questo che i dogmatici liberisti aborriscono come fascista). Lo stesso Grillo, che con il suo movimento a cinque stelle va ripetendo cose che sono nel nostro DNA da sempre, pur denunciando la sostanziale identità dei politicanti di destra e di sinistra, un progetto alternativo non ce l'ha. Sullo scenario presente però si staglia la nostra forza politica, una forza emarginata, isolata, surclassata dai padroni dell'informazione, una forza piccola, ancora, ma che, come la monade di Leibniz ,porta in sè il germe di una potenza immensa, una potenza fondata sul nostro essere davvero l'alternativa globale al sistema, una alternativa fondata su una diversa concezione della politica, dello Stato, dell'economia, una potenza incommensurabile, perchè rispondente ad un progetto organico completo che solo può far ripartire l'Italia".
 
 

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