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Politica Nazionale

Sacchetti biodegradabili, Federcontribuenti: " Si preferisce l'imballaggio al rifiuto zero. Aumentano i costi anche dello smaltimento rifiuti"

Di Redazione ASI 18 Gennaio 2018 – 14:52 2 min di lettura

(ASI) "12 milioni di tonnellate di rifiuti prodotti ogni anno in Italia, il 40% è composta da materiali plastici non riciclabili con conseguenze devastanti dal punto di vista ambientale e di costi per lo smaltimento dei rifiuti stessi. Federcontribuenti: ''l’imballaggio lo paghiamo 2 volte, quando lo acquistiamo e quando lo smaltiamo come rifiuto. Sempre venga smaltito secondo le norme vigenti e non secondo i collaudati sistemi mafiosi''.Il 32% degli imballaggi in plastica viene perso dopo il primo utilizzo e dove finisce?''
Si parla di ''economia della plastica'' e racchiude il costo di produzione degli imballaggi, il costo della raccolta, dello smaltimento e del riciclo. Una catena con maglie larghe tant'è che l'impatto ambientale è devastante come quello sulla salute umana. Il 98% della produzione di imballaggi in plastica è di natura vergine e dopo il loro utilizzo il 32% viene disperso nell'ambiente; il 40% finisce nelle discariche e queste smaltiscono il 14% negli inceneritori e il restante riciclato.

Stiamo perdendo di vista lo scopo.

A pochi giorni dall'entrata in vigore della legge sui sacchetti a pagamento nei supermercati i primi dati: il 12% acquista frutta e verdura già confezionata e un 7% ha ammesso di comprare meno frutta e verdura. ''La fregola dell'obiezione e della rivoluzione ci sta sfuggendo di mano – dice Paccagnella -, non si ragiona più, si va contro tutto a prescindere. Anche contro norme sacrosante''.

Il comparto agroalimentare è il maggior responsabile della produzione di rifiuti da imballaggio.

''Gli imballaggi incidono sui costi del prodotto fino al 30%, incidono sulla tassa dello smaltimento rifiuti a carico dei consumatori – che sono anche i contribuenti – incidono sull'ambiente e sembra una catena infinita che non vogliamo spezzare''.

Quanta plastica produciamo?

La somma di tutta la produzione mondiale fino al 2015 ammonta a 8 miliardi e 300 milioni di tonnellate; il 12% finisce negli inceneritori, circa 5 miliardi di tonnellate di plastica finisce in una discarica o disperso nell'ambiente, ''spesso le discariche non rispondo ai requisiti minimi di legge e qui si aprirebbe un capitolo enorme sulle mancate politiche in tema ambientale''.

Conclusioni.

La tassa sui rifiuti cresce ogni anno del 10% a famiglia, oggi la media è di 500 euro all'anno. Cresce anche il costo dei prodotti acquistati perchè crescono i costi per l'imballaggio, così il consumatore che è anche contribuente paga sempre di più ritrovandosi infine città sporche, acque e terre inquinate e salute sempre più compromessa.

''Non arriveremo mai a produrre meno rifiuti se ci ribelliamo a dei sacchetti biodegradabili. In questa guerra in difesa della salute e dell'ambiente sono i cittadini che possono e devono cambiare le cose. Basterebbe cambiare cattive abitudini; in tema di rifiuti pericolosi dovremmo imporre obblighi e misure drastiche che coinvolgano in primis le aziende e infine chi gestisce materialmente i rifiuti pericolosi raccolti. Non nascondiamoci sotto la sabbia, l'ecomafia è una azienda tuttora in crescita. Non basta contestare, indagare, occorre condannare anche chi per risparmiare usufruisce di aziende mafiose che smistano a cielo aperto sostanze maledettamente mortali''. Lo dichiara in una nota Federcontribuenti

Nota della Redazione

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