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(ASI) “L’Italia ci ha lanciato un messaggio, siamo pronti ad adoperarci per dare le risposte adeguate”, afferma il Ministro Ignazio La Russa.

Letizia Moratti, dopo il deludente risultato di Milano: “Abbiamo recepito il messaggio di Milano, ora ci metteremo a lavoro”. Sono queste le dichiarazioni dei leader della maggioranza, in merito alle ultime elezioni regionali del 15 e 16 maggio scorso, dove la coalizione del centro-destra, ma soprattutto il governo stesso, ha incassato un notevole ed “inaspettato” calo percentuale di preferenze. Affermazioni che riportano alla memoria David Easton, uno dei più celebri scienziati politici del ‘900, dove nel suo libro “L’analisi della struttura politica” introdusse per la prima volta la concezione di input, output e feedbak, ovvero: le domande che il sistema politico riceve dall’ambiente esterno,gli input, e le risposte che a sua volta l’ambiente riceve chiamate output che successivamente generano delle conseguenze, feedbak.Bene, mai come in questa situazione la sua teoria sembra così attuale e carica di verità, stimoli e domande giunte a destinazione dunque. A tal proposito, si dovrebbe analizzare quanto questi risultati siano effettivamente delle richieste oppure, le conseguenze di una ricezione sbagliata o mai avvenuta. Gli italiani lanciano gridi di aiuto ed esasperazione già da molto tempo, le piazze italiane negli ultimi sei mesi si sono riempite di persone e colori, se le elezioni del 15 e 16 maggio sono state il “banco di prova del governo” come affermato dal Premier Silvio Berlusconi, allora effettivamente un problema di ricezione del messaggio c’è stato; la recente sconfitta è stata una conseguenza delle risposte insoddisfacenti ottenute dal governo. Una risposta alle risposte, ma quella degli italiani è stata molto più esplicita e vincolante. Essi infatti, risultati alla mano, non si riconoscono più nei valori della classe politica attuale, stanno chiedono altro e si stanno rispondendo da soli, con l’unico strumento possibile, il loro voto. In questo caso, forse, possiamo dire che è stata la risposta a generare una domanda, e soprattutto, una corretta ricezione.

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