(ASI) Roma  - Si è appena conclusa la conferenza stampa del Partito Radicale davanti al carcere di Regina Coeli di Roma per terminare ufficialmente la Carovana per la Giustizia portata avanti dal 29 luglio al 13 agosto in Sicilia.

Sergio D’Elia, Segretario di Nessuno Tocchi Caino, ha dichiarato: “Abbiamo percorso 14000 chilometri attraverso tutte le province della Sicilia per raccogliere le firme sulla proposta di legge per la separazione delle carriere dei magistrati, promossa dall’Unione delle Camere Penali. Abbiamo raccolto circa 3000 sottoscrizioni. Abbiamo organizzato dibattiti per far conoscere ai cittadini siciliani le lotte nonviolente del Partito Radicale: giustizia giusta, Stati Uniti D’Europa, Diritto alla Conoscenza. Obiettivo primario: la vita del Partito Radicale. Per farlo continuare a vivere dobbiamo raccogliere 3000 iscritti entro il 31 dicembre, altrimenti dobbiamo mettere in atto le procedure per la liquidazione. Ad oggi siamo a circa 1600 iscrizioni al Partito più antico, quello di Marco Pannella. Ringrazio l’amministrazione penitenziaria, a partire dal responsabile Santi Consolo, che ha consentito il nostro ingresso in carcere per sottoscrivere la pdl per la separazione delle carriere. Grazie anche alla polizia penitenziaria orientata quasi tutta al rispetto dei diritti umani: non sono solo agenti di custodia ma suppliscono alle carenze dello Stato per far rispettare i diritti dei detenuti. Poi c’è un sindacato che vorrebbe che le carceri tornassero a quelle di 30 anni fa e che gli agenti tornassero a fare semplicemente le guardie. Questo non è possibile”.


Francesco Petrelli, Segretario dell’Unione delle Camere Penali, ha dichiarato: “Non è un caso che le carovane per la giustizia siano iniziate davanti al carcere di Rebibbia e che si concludano dinanzi a Regina Coeli. È il carcere il luogo di sofferenza dei detenuti dove si compiono le violazioni delle garanzie. Ci vediamo uniti al Partito anche nel richiedere l’attuazione della riforma dell’ordinamento penitenziario. Nelle carceri bisogna ristabilire la legalità”.
Rita Bernardini, della presidenza del Partito Radicale: “Inizia da domani il Satyagraha - digiuno, rifiuto del carrello o il rifiuto di fare la spesa in carcere - per la ricerca della verità. Centinaia di detenuti mi hanno scritto per aderire e chiedere con noi che le carceri non siano dimenticate. Nessuno dei mezzi di informazione si è accorto che nelle carceri sta succedendo da anni qualcosa di straordinario, tranne il filosofo Aldo Masullo che ha scritto “Nelle carceri è entrato il «dialogo»! Oggi in nessun altro luogo del mondo, io credo, come nelle carceri italiane, si sviluppa e si mette alla prova la coscienza popolare che lo Stato o è stato di diritto, oppure non ha alcuna legittimazione”. Nel carcere non ci sono le rivolte nonostante le condizioni inumane e degradanti ma c’è il dialogo. Si parla solo di evasioni, di coloro che non rientrano dal permesso premio che sono una percentuale dello 0, 0 e qualcosa. Ma nessuno dice che i detenuti iniziano uno sciopero per chiedere che il Governo attui la riforma dell’ordinamento penitenziario. Orlando aveva detto che sarebbe avvenuta entro agosto, noi chiediamo che avvenga almeno entro l’estate. Il carcere ha bisogno di riforme strutturali: qualcuno ha paura a pronunciare la parola ‘amnistia’ ma intanto nelle carceri il 35% dei detenuti è in attesa di giudizio, non c’è lavoro e studio per molti di loro, manca l’affettività, la salute è carente. Abbiamo bisogno di una riforma della giustizia che veda il carcere come ultima ratio”.
Ha concluso Gian Domenico Caiazza, Responsabile dei Rapporti Istituzionali dell’Unione delle Camere Penali: “voglio sottolineare la fecondità di questo incontro tra l’UCPI e il partito radicale. Gli avvocati stanno iscrivendosi a centinaia perché hanno capito la natura transpartitica del Partito. La sopravvivenza del Partito Radicale è una garanzia per i diritti di tutti i cittadini”.

 

 

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