(ASI) Roma - “Siamo pronti a denunciare, nelle sedi opportune, tutti i primi cittadini che, nell’ambito della manifestazione dei sindaci, prevista per il 29 novembre, e organizzata dal comitato del sì, utilizzino strutture pubbliche per la campagna referendaria del governo.
Infatti, nell’esplicita mobilitazione chiesta ai sindaci favorevoli alla riforma, da parte del comitato ‘Bastaunsi’, che li invita “ad organizzare, nel proprio comune, uno o più appuntamenti in piazza, coinvolgendo i cittadini", noi ravvisiamo una palese violazione dell’articolo 9 della legge 28/2000, in cui si legge che “dalla data di convocazione dei comizi elettorali e, fino alla chiusura delle operazioni di voto, è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione, ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l'efficace assolvimento delle proprie funzioni”. E’ quanto scrivono in una nota congiunta i parlamentari M5S delle commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato, che aggiungono: “Abbiamo già denunciato il fatto che il sindaco di Millesimo utilizzasse la Pec del Comune per invitare i concittadini a dei convegni per il sì. Non vorremmo essere costretti a fare altre denunce. Inoltre abbiamo presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno per sapere se ritiene questa manifestazione conforme alle leggi vigenti e quali misure intenda adottare per far rispettare la par condicio durante la campagna elettorale”. “Il governo, alla canna del gas, ha già una presenza vergognosamente schiacciante in tv, nel completo silenzio dell’Agcom, e sta usando ogni mezzo, fuori dalle regole, per cercare di raggranellare qualche voto – concludono gli esponenti pentastellati - c’è ancora, in Italia, qualcuno che fa rispettare le leggi?”.



