(ASI) Abruzzo -A oltre una settimana dallo spoglio delle schede elettorali, la composizione del nuovo Consiglio Regionale abruzzese resta per certi versi ancora un mistero.

Gli eletti cambiano col passare delle ore. Uno scenario in movimento, con aggiornamenti continui che ogni volta rimettono tutto in discussione. Insomma, un caos, colpa secondo molti della nuova legge elettorale regionale,approvata a marzo del 2013, che si presta a diverse e dubbie interpretazioni, rendendo più complicato il calcolo delle percentuali e soprattutto degli eletti con i resti. I ricorsi poi finiscono con l'aumentare il disordine, a cui dovrà porre rimedio la Corte d'Appello dopo l'invio dei dati dalle commissioni elettorali dei Tribunali delle quattro Province, con la proclamazione ufficiale degli eletti, non ancora avvenuta. Solo allora il neo Presidente regionale, eletto dalla coalizione del centrosinistra, Luciano D'Alfonso, potrà mettere in campo la sua squadra di governo regionale.Tra coloro che son sospesi ci sono almeno sei candidati in cerca di un seggio, che sperano di entrare e qualcuno come D'Ambrosio dice addirittura che è sicuro di avercela fatta: da Giandonato Morra a Mario Mazzocca, da Giorgio D'Ambrosio ad Alessandra Petri, da Marinella Sclocco a Tonino Iannaurato. Ma, in realtà, nessuno ha la certezza matematica perché, come ha spiegato l'ex Assessore regionale ai Trasporti della Giunta "Chiodi", l'Avv. Giandonato Morra "l'ultima parola spetta alla Corte d'appello e ci vorrà tempo. Queste elezioni saranno ricordate come quelle dei ricorsi  e dei controricorsi".

 L'unica certezza che c'è a tutt'oggi, è la scarsezza della rappresentanza di donne elette nel prossimo consiglio regionale, ridotte appena a una, forse a due unità.A tal proposito, la presidentessa regionale per le pari opportunità, Gemma Andreini, e la consigliera pari opportunità Letizia Marinelli, hanno definito da "fiocco azzurro" il nuovo consiglio regionale, invitando a modifica la legge elettorale regionale per introdurre la doppia preferenza (una di genere maschile e una di genere femminile), e invitando il neo presidente Luciano D'Alfonso a nominare anche con deleghe esterne assessori donne come previsto dalla norme costituzionali, nazionali e dello stesso statuto della Regione per evitare ricorsi.

Intanto, il neo Presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso,la sera di lunedì scorso, dal palco allestito in Piazza Salotto a Pescara per festeggiare la vittoria elettorale alle regionali, parla delle idee e dei programmi da realizzare e annuncia la nascita dell'asse Pescara - L'Aquila per lo sviluppo della Regione nel prossimo quinquennio. 

Luciano D'Alfonso ha lanciato probabilmente un messaggio politico a Chieti, dove il candidato presidente del centrosinistra, tra l'altro, ha fatto molta campagna elettorale con tante promesse di rilancio della città, invitando probabilmente a sfiduciare l'attuale amministrazione del centrodestra del Sindaco Umberto Di Primio nelle prossime elezioni comunali che si terranno nella primavera del 2015. Un messaggio che non è passato inosservato nella città del Pelide "Achille", dove in ambienti "teatini" si sta già pensando il da farsi in vista delle prossime comunali, la cui campagna elettorale ufficiosamente è di fatto già iniziata. Dopo quasi un decennio in cui Chieti  pare aver mostrato di Achille solo il "tallone",accettando supinamente ogni decisione che veniva dall'alto che portava allo svuotamento di uffici e servizi della città, dopo il referendum della "Grande Pescara" che ha sancito l'avvallo popolare per l'unione del capoluogo adriatico con Montesilvano e Spoltore, mettendo in allerta non solo i "campanilisti" teatini, ma anche e sopratutto i filo "metropolitani" sia di Chieti che di Pescara che speravano di vedere nell'asse Chieti - Pescara (con due città con pari dignità), il volano dello sviluppo futuro (speranza "vana" che sembra essere stata definitivamente compromessa dal referendum per la "Grande Pescara" (svoltosi durante la tornata elettorale per le Europee e le Regionali), il cui risultato dovrà comunque essere avvallato dalla Regione), gli abitanti di Chieti saranno chiamati nei prossimi mesi a una scelta politica - elettorale decisiva da cui dipenderanno le sorti della città forse per  i prossimi cento anni. Pescara ha tirato il "dado" e ha scoperto le sue "carte" rendendo palese la sua volontà di annullare definitivamente Chieti che ora non può stare con le mani in mano se vuole sopravvivere come entità urbana pressoché indipendente. Ma, a tutt'oggi, nonostante questo ennesimo campanello d'allarme, ancora nulla di concreto è stato fatto per rilanciare politicamente la "sfida" lanciata dalla "Grande" Pescara e dal Presidente della Regione Luciano D'Alfonso, ma, i Teatini non vogliono farsi trovare impreparati e mentre si attende l'ufficialità degli eletti al Consiglio Regionale d'Abruzzo, il tam tam impazza sui social network.


STRALCIO DELLE DICHIARAZIONI DI LUCIANO D'ALFONSO SULLA VITTORIA ALLE REGIONALI ABRUZZESI:



https://www.youtube.com/watch?v=bnqDs_oI0_8

Cristiano Vignali - Agenzia Stampa Italia

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