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(ASI) Il Pdl continua a fare cerchio intorno a Berlusconi. Dopo proposta del Premier lanciata tramite una lettera al "Corriere della Sera" circa un piano bipartisan e il successivo "no" del Partito Democratico, non sono mancate le polemiche.

 

Sandro Bondi, il riconfermato Ministro dei beni culturali ha subito criticato l'attegiamento, a suo avviso poco costruttivo, del Pd affermando in una nota: "Non c’e’ niente da fare, la sinistra e’ incapace di intendere il valore del dialogo rispettoso, del confronto sui contenuti, della collaborazione nell’interesse del Paese. Anche di fronte ad una analisi seria e ad una proposta responsabile rivolta all’opposizione da parte del presidente del Consiglio, le prime risposte sono improntate alla solita maniera propagandistica, senza il minimo senso della misura, della prudenza, dell’ascolto, della comprensione e del rispetto. Speriamo- conclude- che vi sia ancora qualche voce autonoma, libera, cosciente del valore del confronto politico e degli interessi del Paese, capace di respingere questo clima di chiusura preconcetta e di riaprire un inaspettato quanto necessario sforzo di comprensione reciproca".

Il presidente della Commissione Trasporti e Tlc alla Camera, Mario Valucci, in una nota diffusa dl Pdl, in riferimento anche a lui alla proposta lanciata dal Premier afferma: "L’appello del Presidente del Consiglio Berlusconi non solo e’ praticabile, ma e’ indilazionabile e rimarca la centralita’ del ruolo del Parlamento nella definizione delle riforme chiave per il futuro del Paese. Chi irresponsabilmente reinviera’ al mittente questa apertura se ne assumera’ la responsabilita’ politica nei confronti di tutti gli italiani. E’ necessaria una legge sulle liberalizzazioni, attesa nel breve. Non e’ con una patrimoniale- aggiunge- che si allenta l’enorme pressione del debito pubblico scaricata nei decenni sulle spalle delle prossime generazioni. Piuttosto e’ il federalismo fiscale, la cui versione migliorativa mi auguro venga liberata nei prossimi giorni, la chiave per rifondare il nuovo patto con il territorio attraverso un nuovo concetto di imposizione ancorata a quello di responsabilita"’.

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