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I presidenti delle Commissioni Esteri e Difesa del Senato, Pier Ferdinando Casini e Nicola Latorre, e della Camera, Fabrizio Cicchitto ed Elio Vito, che recentemente hanno guidato una missione parlamentare bicamerale a Nuova Delhi per la vicenda dei marò, insieme al presidente del Gruppo italiano dell'Unione interparlamentare (UIP), Antonio Martino, hanno indirizzato, a questo riguardo, una lettera a tutti i presidenti dei 162 Paesi aderenti all'Unione Interparlamentare.L'UIP è l'organizzazione internazionale più antica e riunisce, nella sede di Ginevra, delegazioni di tutte le assemblee legislative del mondo, tra cui l'India. Recentemente ne sono stati presidenti l'on. Pier Ferdinando Casini e prima di lui, dal 1999 al 2002, la parlamentare indiana, Najma Heptulla".

 

Di seguito il testo della lettera.

Caro Collega,

ti scriviamo come rappresentanti dell'Unione interparlamentare italiana, in relazione al caso dei due militari, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, trattenuti in India da oltre due anni.

I due militari - che si trovavano a bordo di una nave petroliera italiana nell'esercizio di funzioni connesse al contrasto alla pirateria marittima e loro attribuite e riconosciute ai sensi della legge italiana ed internazionale - sono coinvolti in una complessa controversia a seguito della morte di due cittadini indiani che quel giorno si trovavano a bordo di un'imbarcazione che avrebbe incrociato la nave italiana.

A distanza di due anni, la dinamica dei fatti non è stata ancora chiarita.

Nonostante questo i militari sono da allora trattenuti in India, prima in stato di detenzione e attualmente  presso l'Ambasciata d'Italia, anche se nei loro confronti non è stato formulato alcun capo d'imputazione.

E' evidente il contrasto con le norme del diritto internazionale.

Trattandosi di fatti avvenuti a bordo di una nave italiana, in acque internazionali (come riconosciuto dalla Corte Suprema indiana), la competenza ad accertare le eventuali responsabilità  di militari italiani non può che essere del nostro Paese.

L'Italia ha fin qui collaborato con l'India nel contesto di relazioni amichevoli e non nel convincimento di adempiere ad obblighi internazionali.

Tale condotta è da ritenersi, quindi, senza pregiudizio dei diritti dell'Italia all'immunità giurisdizionale dei suoi fucilieri e alla giurisdizione sugli stessi in base al diritto internazionale, temi sui quali permane, dalla data dell'incidente Enrica Lexie, una divergenza di valutazioni sotto il profilo del diritto internazionale.

La consapevolezza dell'esistenza di un conflitto di giurisdizione avrebbe dovuto portare le Autorità indiane verso una composizione negoziata della controversia, nel rispetto di quanto previsto dal diritto internazionale in questi casi, così come era nell'auspicio italiano, e dello stesso dettato costituzionale indiano. E' prevalso, invece, un atteggiamento di ricerca di una soluzione unilaterale in termini peraltro indeterminati nei tempi e nei contenuti.

E' grave che le autorità indiane, a due anni di distanza dai fatti, non abbiano ancora formulato alcun capo d'imputazione nei confronti dei due militari, ma al contempo impediscano loro di far ritorno in Italia, in attesa dell'eventuale processo.

La vicenda rischia di costituire un pericoloso precedente, perché introduce un elemento di incertezza giuridica che mina alla radice le operazioni di contrasto al fenomeno della pirateria e, più in generale, l'azione della comunità internazionale a sostegno della pace e della sicurezza.

Non si tratta dunque solo di una questione bilaterale tra Italia e India, ma di una controversia che riguarda le regole fondamentali della convivenza e della cooperazione tra i Paesi.

Anche per questo la delegazione delle Commissioni Esteri e Difesa del Parlamento italiano, rappresentativa di tutte le forze politiche, che la scorsa settimana si è recata  a Delhi, ha incontrato i rappresentanti diplomatici degli Stati Uniti e degli alti Paesi europei, insieme al Capo della delegazione dell'Unione europea. Non è stato invece possibile effettuare alcun colloquio a livello parlamentare bilaterale. Nonostante le nostre ripetute richieste, infatti, il Parlamento indiano non ha ritenuto di incontrare la delegazione italiana. Si tratta di un gesto incomprensibile, che contrasta con la tradizione di amicizia tra i due Paesi e la fitta rete di relazioni interparlamentari esistenti.

Ti saremmo grati se vorrai segnalare a tutti i componenti del tuo Parlamento questa spiacevole vicenda, anche al fine di assumere ogni iniziativa che riterrai utile per una sua giusta soluzione.

 

Con  i migliori saluti

 

Sen. Pierferdinando Casini

 

Presidente Commissione affari esteri del Senato, Presidente onorario Unione interparlamentare*

 

On. Fabrizio Cicchitto

 

*Presidente Commissione affari esteri della Camera dei deputati*

 

Sen. Nicola Latorre

 

*Presidente Commissione difesa del Senato  *

 

On. Elio Vito

 

*Presidente Commissione difesa della Camera dei deputati*

 

On. Antonio Martino

 

*Presidente Gruppo italiano dell'Unione interparlamentare*

 

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