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(ASI)Al di là delle vaghe rassicurazioni dei giorni scorsi, sono ancora molti i cittadini nel panico perché ancora in attesa di ricevere i bollettini per il pagamento della Tares. Intanto la scadenza del 24 si fa sempre più vicina. Alcuni comuni hanno messo a disposizione la possibilità di scaricare dal web il proprio bollettino, ma di certo non è una procedura alla portata di tutti.

“Rimane inconcepibile ed intollerabile che a pagare per la disorganizzazione delle amministrazioni siano i cittadini.” –  dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti.

Per questo ribadiamo che, qualora questi ultimi non ricevessero i bollettini in tempo utile per il pagamento ed i Comuni non li esentassero dal versamento di more o penali, siamo pronti ad avviare i ricorsi contro l’applicazione di qualsivoglia maggiorazione, richiedendone il rimborso.

Ricordiamo, a tale proposito, quanto disposto di cui all’articolo 5, comma 4-bis, Dl 102/2013 (“Il comune predispone e  invia  ai  contribuenti  il  modello  di pagamento dell'ultima rata del tributo sulla base delle  disposizioni regolamentari e tariffarie di cui ai commi precedenti”), e la disposizione generale di cui all’articolo 10, legge 212/2000 che sancisce che nessuna sanzione va applicata se il ritardo è causato dall’amministrazione finanziaria. 

Ulteriore confusione proviene inoltre dal versante mini-IMU, il cui importo medio a famiglia sarà di 41 Euro e la cui scadenza per il pagamento coincide con la data del 24.

Gli uffici dei CAF ed i commercialisti continuano ad essere presi d’assalto e molti temono che, visti i tempi ristretti, non saranno in grado di calcolare e versare per tempo quanto dovuto.

L’appello al Governo è quello di fare chiarezza, semplificare e rendere più equo il sistema di tassazione che, al momento risulta quanto mai iniquo ed incerto.

Il caos e la confusione creati su questo versante stanno riportando, infatti, effetti deleteri su tutti i fronti: da quello economico, dal momento che le famiglie, fino a quando non sapranno esattamente gli importi dovuti all’Erario e le relative scadenze non saranno messi nelle condizioni di programmare consumi di nessun tipo; da quello socio-politico, visto che tale situazione alimenta sempre di più la già dilagante disaffezione dei cittadini nei confronti della politica.

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