(ASI) Perugia - Far praticare un'attività motoria e sportiva per far riacquistare la manualità, l'equilibrio e soprattutto per ridare fiducia ai pazienti affinché possano affrontare, una volta usciti dal nosocomio, la vita da protagonisti. È questo il lavoro che il personale dell'Usu (Unità Spinale Unipolare) dell'ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, aperta dal 1998, ed un gruppo di volontari fanno quasi tutti i giorni da cinque anni a questa parte.

 

"È importante che durante la degenza - spiega la dottoressa Lucia Bambagioni, responsabile dell'Usu - vengano praticate delle attività motorie. Qui un paziente resta ricoverato dai tre agli otto mesi e riteniamo che mettere insieme le conoscenze riabilitative con quelle sportive, insegnate da specifici istruttori, sia importante per permettere al malato di riacquistare una buona manualità e il giusto equilibrio. Grazie al protocollo d'intesa, sottoscritto cinque anni fa dall'ospedale di Perugia, dall'Università degli Studi di Perugia, dal Comitato Italiano Paralimpico umbro e dall'associazione Paraplegici Umbri, siamo riusciti a portare lo sport dentro questo reparto. I degenti quasi tutti i pomeriggi, per due ore, praticano varie discipline sportive.

Il lunedì fanno tennistavolo, il martedì basket, il mercoledì tiro con l'arco e il giovedì la scherma. Si tratta di un passo in avanti per uscire fuori e poter affrontare meglio il mondo esterno, per acquisire più fiducia in se stessi e nelle proprie possibilità".

All'interno dei questo protocollo il Comitato Italiano Paralimpico umbro ha deciso di dare vita ad iniziative per coinvolgere sempre di più i pazienti dell'Usu. Martedì pomeriggio, in collaborazione con la Federazione Italiana Scherma, all'interno dell'apposita palestra riabilitativa alcuni protagonisti nazionali di questo sport hanno dato una lezione speciale. Erano presenti il maestro federale sport paralimpico, Giuseppe De Santis; la medaglia di bronzo alle paralimpiadi di Londra ed attuale campione del mondo di scherma in carrozzina, Alessio Sarri; l'atleta paralimpico che ha partecipato alle Paralimpiadi di Londra, Marco Cima; la responsabile nazionale per la scherma paralimpica della Federazione Italiana Scherma, Cristina Aggravi; il delegato regionale della Federazione Italiana Scherma Umbria, Luca Piazza; il presidente dell'associazione Paraplegici Umbri, Raffele Goretti; il presidente del Cip Umbria, Francesco Emanuele; alcuni membri della Giunta del Cip Umbria, Paolo Taddei e Caterina Piernera; il tecnico umbro di scherma che opera all'Usu, Carmela Ignozza. Hanno assistito all'iniziativa anche i tecnici e i maestri di scherma di Umbria e Marche. L'incontro, infatti, è stato organizzato anche per formare gli istruttori affinché le società sportive siano in grado di accettare anche atleti diversamente abili.

I due atleti paralimpici, Sarri e Cima, hanno dato dimostrazione, coadiuvati dal tecnico De Santis, di come poter praticare la scherma in carrozzina e hanno raccontato la loro esperienza, come si sono avvicinati allo sport. "È importante uscire dall'ospedale - ha sottolineato Marco Cima rivolto ai pazienti dell'Usu - essendo già autonomi. Dobbiamo contare soprattutto sulle nostre forze e cercare di condurre una vita più normale possibile". I due atleti, che si sono avvicinati alla scherma mentre erano ricoverati in due cliniche di Roma, hanno raccontato che per allenarsi si spostano tranquillamente ed in maniera autonoma con l'automobile o con il treno. Subito dopo i pazienti dell'Usu hanno voluto provare a tirare di fioretto seguendo le indicazioni del  maestro federale Giuseppe De Santis.

Francesco Emanuele, presidente del Cip Umbria, ha sottolineato, infine, l'importanza di queste iniziative, della collaborazione tra le varie federazioni sportive e ha concluso ricordando ai pazienti che si terranno altri due appuntamenti in programma per il prossimo 21 novembre e 5 dicembre, entrambi alle ore 15.

L'Unità Spinale Unipolare dell'ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, aperta dal 1998, attualmente ha 13 posti letto occupati non solo da umbri ma anche da persone provenienti dalle vicine regioni. Obiettivo del centro è quello di arrivare a 20/25 posti.

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