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(ASI) «Non so se la sinistra o il Capo dello Stato in persona avessero preso impegno a risolvere le vicende giudiziarie del Cavaliere, come lasciano intendere alcuni parlamentari di Forza Italia. Né si può comprendere quale strumento renderebbe estinguibili condanne definitive, condanne parziali, condanne sospese, decadenza, ineleggibilità, interdizione, eccetera. È evidente che la ragione delle dimissioni di massa dal governo e dal Parlamento sia legata alla decadenza da senatore e non a quell'aumento dell'Iva voluto dal precedente governo sostenuto da Berlusconi e Alfano, quello perfino più recessivo del professor Mario Monti, di cui da singoli deputati del PdL provammo a impedirne il supporto. Pur constatando che le maniacali attenzioni investigative e giudiziarie riservate a Berlusconi sono state una vergognosa pagina del sistema italiano, occorre che il centrodestra pensi al futuro dell'Italia, rispolverando dinamiche squisitamente politiche che, per definizione, prescindono dalle singole individualità, dalle decisioni prese da una persona sola e da ristrette oligarchie o da imbarazzanti tentativi di successione dinastica alla leadership».

È quanto dichiara il vicepresidente dei deputati di Fratelli d’Italia, Fabio Rampelli.

«Tutto questo ha attraversato 20 anni di storia nazionale e oggi non ha più senso. Faccio appello a quelle intelligenze rimaste per troppo tempo prigioniere di sentimenti nobili quali la riconoscenza, affinché si liberino da meccanismi decisionali assurdi – come quello che vede un partito allearsi con il suo storico avversario senza capirne il perché o cambiare nome senza un congresso – affinché facciano tornare in cattedra la politica, la logica, la spersonalizzazione e la partecipazione: ingredienti che, unici, danno significato al lavoro di chi si spende per il bene comune. Per questo Fratelli d’Italia ha promosso l’Officina: un laboratorio per accogliere le persone che ritengano non più rimandabile l’esigenza di costruire un nuovo centrodestra, che rappresenti solo gli interessi degli italiani e ne difendi il diritto alla sovranità dalle imposizioni dell’Europa e dalla mediocrità dei partiti che hanno sostenuto la follia delle ‘larghe intese’, invece di riformare la legge elettorale e tornare subito alle urne. Esattamente ciò che va fatto senza indugi adesso: legge elettorale che garantisca governabilità, reintroduzione delle preferenze ed elezioni anticipate», aggiunge Rampelli.

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