×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 113
(ASI) Ha vinto il centrosinistra. Anzi no, il centrodestra. No, ci correggiamo, non ha vinto nessuno, perché il Senato è ingovernabile. Forse una cosa si può dire, un solo dato è certo: Grillo ha sbaragliato il campo e cambiato la asfittica geografia politica italiana. Il plotone dei naif della politica ha arruolato un esercito che è un quarto del corpo elettorale.
Di fronte al nuovo quadro, alle radio e tv esu internet, sfilano esponenti politici frastornati, analisti senza più certezze, sondaggisti spiazzati.  Tutti ondeggianti tra palpabili delusioni e sospiri di sollievo per la mancata disfatta. In fondo, quando si parla di voti, tutto diventa relativo.

Grossa coalizione per fare la riforma elettorale e poi di nuovo al voto? Tecnicismi tatticismi politicismi O solo  minimalismi d circostanza? Come si esce dall’impasse? Tutti affannati a dare spiegazioni e soluzioni arzigogolate come la politica pessima che tutti abbiamo imparato a detestare. Ma è’ possibile alle sette di sera, con in mano proiezioni ormai consolidate,  dare una lettura semplice e non semplicistica? Si, per noi. Il centrosinistra non ha sfondato, è stato ricusato da grosse fette di suoi elettori specie nelle regioni in cui governa. La leadership Bersani trema, qualcuno rispolvera l’argomento che con Renzi il Pd avrebbe vinto chiaro e largo: nel partito i regolamenti di conti non si sono chiusi con le primarie di dicembre. Il centrodestra esulta per non aver registrato una débacle annunciata ed esalta la “rimonta”. Il partito che ha governato negli ultimi cinque anni si accontenta di non essere sparito dalla circolazione e poco importa (loro) che questo non dia proprio l’impressione di una visione di largo respiro. Senza gli show elettorali di Berlusconi probabilmente  non avrebbe potuto  fregiarsi neppure di questa consolazione. Ma sempre e solo consolazione rimane.

Il dato elettorale dice, in realtà, che il centrosinistra non ha preso quel che sperava e serviva per governare da solo e per avere dimensioni consolidate di forza di governo: perciò ha perso elettoralmente. Che il centrodestra ha si ripreso qualcosa rispetto al disastro preventivato, ma ha perso 17 punti percentuali (da 48 a 31 circa) rispetto al 2008 e chiamarla vittoria non si può davvero. Politicamente hanno perso sia la coalizione guidata da Bersani che quella da Berlusconi. E di brutto.

Il rigetto nei loro confronti lo certificano essenzialmente i risultati del Movimento 5 Stelle, che in Sicilia e nelle Marche e forse in qualche altra regione è il primo partito. In altre,  il secondo o il terzo, e molto vicino al Pd e al Pdl.  Insomma, un terzo polo che rifiuta la catalogazione a destra come a sinistra, che ha tradotto in voti il sentimento nauseabondo verso la politica-politicante di destra e di sinistra, mestatrice, occupatrice di spazi, sequestratrice di risorse, spudoratamente priva di onestà intellettuale e di visioni strategiche all’altezza della situazione e dei tempi. Dicono gli avversari che i grillini non sono una classe dirigente e, alla distanza,  non reggeranno la prova dell’impegno istituzionale. Può darsi, ma intanto con loro si dovranno fare i conti.

Un dato chiarissimo in un panorama da oggi ingessato dai numeri del Senato. I dati elettorali ridimensionano le coalizioni tradizionali, il dato politico le condanna sonoramente. Perché si ha u bel dire che “abbiamo vinto perché non abbiamo perso” o “abbiamo vinto perché siamo arrivati primi”, se il risultato del primo è il trenta per cento o meno. Il messaggio inviato ai partiti da quote consistenti di elettori di destra e (in misura maggiore) di sinistra, è che la politica non può continuare a vivere nel suo mondo chiuso, specchiarsi nelle sue logiche autoreferenziali e pensare di mantenere indisturbata il pallino senza dover rendere conto della mediocrità del suo essere e agire, magari grazie alla compiacenza di un  sistema mediatico in cui non  è un dato strutturale e tipico lo spirito critico tipico del giornalismo d’opinione e di inchiesta.

Quale sarà lo sbocco della storia non si può ad ora sapere e capire. Ma ogni commento trionfalistico da tifoseria curvaiola sarebbe (è: purtroppo ne abbiamo già sentiti in queste poche ore dalla chiusura dei seggi) del tutto fuori luogo e sommamente irresponsabile di fronte ai danni che la classe dirigente nel suo complesso (politica anzitutto, ma non solo) ha provocato nel nostro Paese. Un Paese portato sull’orlo della bancarotta a dispetto delle sue inestimabili risorse umane, professionali, di ingegno, culturali e, quindi, economiche. Un Paese fuorilegge in molti aspetti dell’apparato e della sua organizzazione politica, amministrativa, a dispetto (o forse anche per effetto) della iperproduzione normativa che lo contraddistingue.

Un Paese in cui far valere i diritti in molti casi non è possibile a tutti allo steso modo perché, più delle regole, valgono le colleganze, le referenze, le vicinanze a questo o quel potere (formalmente costituito o esistente di fatto). E, molto più della tutela delle pari condizioni e opportunità, valgono le appartenenze alle tante corporazioni e caste che occupano i poteri a tutti i livelli. E ciò, ovviamente, a dispetto dei più deboli e indifesi, per i quali la legge è sempre meno egual che per gli altri.

Servirà alla politica l’esito del voto per cambiare registro davvero e in profondità? Nelle sfilate mediatiche dei politici, più che le solite schermaglie che gli elettori hanno dimostrato pesantemente di non gradire, vorremmo la risposta a questa semplice domanda. L’unica seria, ineludibile e irrinunciabile se si vuol provare a fare un passo deciso lontano dal baratro.

Daniele Orlandi – Agenzia Stampa Italia

ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull'argomento trattato, il giornale ASI è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d'interpretazione

 
L'onestà intellettuale crea dibattito e stimola nelle persone l'approfondimento. Chi sostiene l'informazione libera, sostiene il pluralismo e la libertà di pensiero. La nostra missione è fare informazione a 360 gradi.

Se credi ed apprezzi la linea editoriale di questo giornale hai la possibilità di sostenerlo concretamente.
 

 

 

Ultimi articoli

"Il Vate e il Desiderio", giovedì 5 marzo 2026 presso il Caffè Letterario Duca Minimo di Chieti Scalo

(ASI) Chieti - Cristiano Vignali "Vate Teatino" invita giovedì 5 marzo 2026 (a partire dalle 10.30) presso il Caffè Letterario "Il Duca Minimo" in Via Pescara 382 a Chieti Scalo, curiosi, appassionati e studiosi ...

Global Food Forum, Confeuro: "Ue a un bivio: priorità piccoli e medi agricoltori" 

(ASI)  "Il Global Food Forum dal titolo "Ripristinare le fondamenta europee", organizzato a Bruxelles, rappresenta un'importante occasione di confronto sulle sfide che attendono l'Unione Europea nel settore agricolo. Un ...

Brasile, in aumento la produzione petrolifera

(ASI) Il Brasile aumenta la sua produzione petrolifera per incrementare le entrate dello Stato. Nel mese di gennaio, infatti, nel paese indiolatino è stato registrato un volume medio di 3,95 milioni di ...

Andrea Bocelli insignito del Premio Margherita Hack*

(ASI) *Sanremo – Grande emozione per il conferimento del Premio Margherita Hack al Maestro Andrea Bocelli, celebrato per una carriera artistica capace di conquistare il pubblico di tutto il mondo.

Energia e geopolitica: l’interruzione del GNL in Qatar fa schizzare i mercati europei

(ASI) - Nel corso degli ultimi due giorni i prezzi del gas naturale in Europa hanno registrato un fortissimo aumento, con scambi all’hub TTF di Amsterdam, ossia il mercato ...

Parlamento in fermento: audizione ministeriale e richiesta di Meloni in Aula per la crisi in Iran

(ASI) L’audizione del Ministro degli Esteri, Antonio Tajani e del Ministro della Difesa, Guido Crosetto, alle Commissioni Esteri e Difesa della Camera dei Deputati e alle Commissioni Esteri e ...

Il secolo dell'Austria (1814 - 1914): la politica dell'equilibrio dall'egemonia con Metternich alla sopravvivenza con Francesco Giuseppe 

​(ASI) Vienna - Tra il 1814 e il 1914, l'Impero austriaco ha rappresentato il baricentro della stabilità europea. In questo periodo che può essere definito come il secolo dell'Austria, la politica asburgica ...

Iran sotto le bombe: anatomia di un'aggressione che ha già cambiato il Medioriente

(ASI) L'eliminazione di Khamenei, le stragi di civili, la dottrina della «decapitazione della leadership» e gli scenari di una guerra illegale che i suoi artefici vorrebbero rapida — ma che potrebbe ...

Intervista a S.E. Mohammad Reza Sabouri, Ambasciatore dell'Iran: Difenderemo la nostra sovranità, ma non vogliamo l'escalation regionale. Roma può avere un ruolo costruttivo per la pace

(ASI) In uno scenario internazionale segnato da una pericolosa escalation militare, pubblichiamo l’intervista esclusiva rilasciata ad Agenzia Stampa Italia a S.E. Mohammad Reza Sabouri, Ambasciatore ...

ASI Cultura a Casa Sanremo, impegno che attraversa linguaggi e territori: il premio al responsabile Cioffi

(ASI) Dalla poesia al fantasy, dalla musica d'autore alla performance con J-Ax, ASI Cultura a Casa Sanremo è sintesi tra linguaggi, territori e generazioni diverse. 

×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 113