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(ASI) Umbria. Lettere in Redazione. “Todi sta con Perugia”, il senso del nome, la proposta e le considerazioni Dopo il dibattito che si è tenuto in consiglio comunale Martedì 9 Ottobre, riteniamo doveroso e necessario, fare alcune precisazioni. Il Comitato si è costituito questa estate con l’obiettivo di indire un referendum propositivo, così come previsto dallo statuto comunale, per cui “Todi sta con Perugia” doveva essere la proposta che veniva posta all’attenzione della cittadinanza e su cui si sarebbe dovuto esprimere il corpo elettorale.

Avremmo potuto chiedere da subito un pronunciamento del consiglio comunale in merito a tale proposta, ma profondamente convinti che la partecipazione popolare sia il modo migliore per orientare le scelte politiche abbiamo da subito intrapreso la strada del referendum. Infatti i componenti del comitato, pur non avendo ideologie politiche univoche (ammesso che ancora qualcuno le rappresenti) sono tutti fortemente convinti della necessità di abolire le Province e di rivedere il ruolo dei livelli amministrativi in funzione delle esigenze degli amministrati (cittadini) e non degli amministratori (politici e relative poltrone). Dopo aver scritto ufficialmente al Sindaco ed agli uffici preposti per attivare l’iter regolamentare siamo venuti a conoscenza che il Comune di Todi, pur prevedendo nello statuto la possibilità di tenere referendum propositivi, non ha mai predisposto, nelle passate legislature, il regolamento sulla partecipazione funzionale alla effettiva possibilità dello svolgimento referendario. Preso atto di tale gravissima mancanza, che limita fortemente la partecipazione popolare tanto sbandierata anche nella recente campagna elettorale e che speriamo venga sanata al più presto, abbiamo intrapreso la strada della mediazione, illustrando le nostre volontà alle forze politiche cittadine ed incontrando i Capi Gruppo Consiliari, concordando con loro un percorso che per quanto ci riguarda abbiamo rispettato alla lettera.

Da subito come condizione abbiamo richiesto che, i gruppi consiliari si fossero adoperati per approvare un unico ordine del giorno in grado di interpretare la Storia, la Tradizione, gli Aspetti Economici del territorio e la Volontà della popolazione tuderte. Da quel momento la politica ha preso il sopravvento!!! Nel senso che è iniziata una serie di prese di posizioni, di smarcamenti, di promesse poi disattese, che non fanno parte del nostro modo di pensare da semplici cittadini, ma tipico di quei “politici moderni” che stanno facendo crescere nella gente quel sentimento cosiddetto di “antipolitica” che in fondo in fondo forse tanto antipolitica non è. Questi politici incatenati nelle logiche dei partiti, distanti anni luce dal pensiero della gente, hanno dimostrato di non poter liberamente manifestare il proprio pensiero, ma di essere semplicemente vincolati al rispetto delle direttive che vengono da altri e di conseguenza al rispetto delle decisioni di quel “fantomatico” CAL di cui molti ignoravano l’esistenza e di cui gli stessi politici non sapevano chi ne dovesse e facesse parte, però magari in questi anni ci è costato anche qualche euro!

Dopo essere stati additati come tifosi, qualunquisti e incapaci di comprendere l’importanza del mantenimento delle 2 Province nella nostra regione, francamente non abbiamo nessun interesse a vedere come verrà recepito un documento elaborato da un soggetto di nessun valore rappresentativo, in quanto quello che avevamo chiesto era il pronunciamento dei nostri rappresentanti locali. Siamo sicuri che la stragrande maggioranza dei cittadini oggi non comprendono questo “sbattersi” dei politici nel riordino di un territorio volto a salvare una provincia, o meglio, lo comprendono ma non lo condividono perché credono che la politica debba fare quei sacrifici che sono stati chiesti ad oggi solo ai cittadini, comprenderebbero più facilmente che lo stesso impegno venga rivolto alla salvaguardia del polo siderurgico ternano e ai posti di lavoro che ad oggi garantisce al comprensorio della “conca”.

Qualcuno di loro dice che i tempi della politica non possono essere dettati dai comitati, ma farebbe bene a chiedersi perché la gente ci si riunisce, la risposta è semplice, perché la politica non è vicina alla gente ma a logiche di potere lontane anni luce da essa. Proprio per questo crediamo che la politica se vuole evitare il suicidio oggi debba essere al servizio dei cittadini ascoltandone le proprie ragioni, perché grazie ai voti della gente si è pubblici amministratori e non imperatori! Todi 13 Ottobre 2012 Il Comitato Todi Sta con Perugia

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