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Politica Estera

Il nodo Groenlandia divide MAGA e partiti nazionalisti europei

Di Carlo Armanni 26 Gennaio 2026 – 08:18 2 min di lettura

(ASI) - La controversia internazionale nata in seguito ai piani alle dichiarazioni delle alte sfere dell’amministrazione degli Stati Uniti per la Groenlandia, ha creato tensioni non solo tra Washington e l’Unione Europea, ma ha anche messo in luce una spaccatura significativa tra il movimento MAGA e le forze della destra nazionalista europea.

Donald Trump, ha rilanciato in più sedi l’idea di ottenere per Washington un ruolo molto più profondo nella gestione e nel controllo della Groenlandia, spingendo l’idea di un accordo inglese o tramite NATO per assicurare agli Usa il cosiddetto total access all’isola, sollevando perfino l’ipotesi di un acquisto o di un trasferimento di sovranità da Copenaghen a Washington.

Questa posizione ha generato forti reazioni in Europa, che hanno condannato fermamente l’idea della cessione del territorio, ma anche di una sorta di interferenza indiretta negli affari interni di Danimarca e Groenlandia. In molti Paesi europei è stata riaffermata l’importanza di rispettare la sovranità nazionale, concetto cardine del diritto internazionale e che indica l’autorità suprema di uno Stato sul proprio territorio e l’assenza di interferenze e ingerenze esterne non consensuali.

I membri della destra nazionalista europea, ossia quei gruppi e partiti politici che tradizionalmente sono allineati con Trump e con la sua retorica nazionalista ed euroscettica, si sono trovati in estremo disaccordo con l’approccio di Washington sulla Groenlandia. In particolare in Germania, Francia, Italia e nel Regno Unito, i movimenti hanno espresso critiche aperte alle mosse statunitensi, denunciando le azioni di Trump come minacce alla sovranità: il caso più eclatante è quello di Nigel Farage, lo storico leader del partito britannico Reform UK e figura chiave nel panorama nazionalista europeo, che ha definito il piano di Trump sulla Groenlandia come “un atto molto ostile”.

La rottura e il distacco dalla retorica MAGA è legata alla divergenza tra i due concetti di sovranità: da un lato, Trump ha enfatizzato l’importanza strategica dell’isola per la sicurezza USA, fino a prospettare accessi e privilegi permanenti; dall’altro, i nazionalisti europei vedono ogni tentativo di alterare lo status territoriale di uno Stato o di un territorio autonomo come una violazione di quel principio di sovranità che essi stessi proclamano difendere nel proprio contesto nazionale. Questo evidenzia che il fronte del sovranismo europeo e il movimento politico associato a Trump e MAGA non costituiscono più un blocco omogeneo, in particolare quando si tratta di questioni che toccano l’ordine internazionale, la sovranità dei territori o la gestione delle relazioni tra grandi potenze.

Carlo Armanni - Agenzia Stampa Italia

Foto AI Sora su input Carlo Armanni

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