(ASI) - Il presidente della Repubblica di Bulgaria, Rumen Radev, ha annunciato ufficialmente le proprie dimissioni dalla carica di capo dello Stato in un discorso televisivo trasmesso alla nazione. Una decisione senza precedenti nella storia repubblicana post-comunista del Paese balcanico. Radev ha dichiarato che presenterà formalmente la propria rinuncia alla Corte Costituzionale bulgara, affinché sia accettata e diventi operativa.
Radev, 62 anni, ex comandante dell’Aeronautica Militare bulgara, era stato eletto presidente per la prima volta nel 2016 e riconfermato nel 2021. Nel discorso alla nazione, ha definito il suo gesto come una risposta dovuta alla profonda crisi politica e istituzionale, che da anni attanaglia il Paese, caratterizzata dall’incapacità dei partiti parlamentari di garantire stabilità di governo. Le divisioni e il malcontento sociale, riflettono una diffusa sfiducia nelle élite politiche, ed evidenziano una mancanza capacità gestionale dovuta in particolare alla nomina di governi ad interim. La Bulgaria si avvia verso quello che sarà l’ottavo turno elettorale parlamentare dal 2021, dopo che più volte i principali schieramenti non sono riusciti a formare maggioranze stabili in parlamento.
Il presidente dimissionario Radev, al momento non ha esplicitamente annunciato la costituzione immediata di un nuovo partito politico, ma la percezione pubblica e mediatica è stata quella che in realtà, il passo compiuto da Radev sia preopedeutico al suo ingresso nella competizione elettorale con una propria lista o movimento politico, in grado di raggiungere e unire settori del popolo bulgaro al di là delle tradizionali appartenenze di schieramento. Ha ringraziato i cittadini per il sostegno e ha riconosciuto gli errori compiuti, definendo il suo atto come parte di un impegno più ampio per la democrazia e il progresso istituzionale
Negli ultimi mesi il premier Rosen Zhelyazkov e il governo sostenuto dalla coalizione di centro-destra, sono stati “costretti” a rassegnare le dimissioni in seguito a manifestazioni di massa che hanno imperversato in tutto il Paese, contro la corruzione e in particolare contro una legge finanziaria piuttosto controversa, che hanno innescando un nuovo ciclo di consultazioni infruttuose tra gruppi politici. La Bulgaria, si trova dunque in una fase inedita di rimodellamento politico, con un’attenzione crescente verso la richiesta di trasparenza, verso la lotta alla corruzione e al miglioramento dell’efficacia governativa nel quadro delle istituzioni, nazionali, europee e atlantiche.
Carlo Armanni - Agenzia Stampa Italia
Foto AI Sora su input Carlo Armanni



