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Politica Estera

Merz sfida Mosca: reazioni nel mondo alle dichiarazioni del cancelliere tedesco

Di Redazione ASI 3 Settembre 2025 – 11:23 4 min di lettura

(ASI)  Le recenti dichiarazioni di Friedrich Merz, cancelliere tedesco, contro Vladimir Putin hanno scatenato un’ondata di reazioni politiche sia in Germania che a livello internazionale.

Ecco un quadro delle principali risposte:

Reazioni nazionali (Germania)
- Friedrich Merz ha definito Putin “forse il peggior criminale di guerra dei nostri tempi” durante una conferenza stampa con il primo ministro canadese Mark Carney,
- Ha proposto un ultimatum di 24 ore a Mosca per cessare i bombardamenti su infrastrutture civili, minacciando la revoca del limite di gittata delle armi tedesche fornite a Kiev, come i missili Taurus.
- Ha criticato duramente il cancelliere uscente Olaf Scholz, accusandolo di “costringere l’Ucraina a combattere con una mano legata dietro.

Reazione e posizionamento (Frabcia).
La Francia ha mantenuto una linea più prudente rispetto alle dichiarazioni di Friedrich Merz. Ecco alcuni punti chiave:

- Macron ha evitato commenti diretti sulle accuse a Putin, preferendo ribadire la necessità di “tenere aperti i canali diplomatici”.
- Alcuni parlamentari francesi hanno criticato Merz per aver “complicato il lavoro dei negoziatori europei”.
- Tuttavia, Parigi ha intensificato il supporto militare all’Ucraina, segno che, pur con toni diversi, la sostanza dell’alleanza occidentale resta solida.

Reazioni internazionali
- Russia ha risposto con fermezza: la portavoce del Ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha avvertito che la fornitura dei missili Taurus sarebbe vista come un coinvolgimento diretto della Germania nella guerra, con “gravi conseguenze” per Berlino.
- Unione Europea: non tutti i leader europei sembrano concordare con le dichiarazioni di Merz, e si teme che queste possano compromettere l’unità occidentale nella gestione del conflitto.
- Stati Uniti: si valutano dazi punitivi contro Mosca, ma non è chiaro se le parole di Merz siano state coordinate con Washington.
- Ucraina: Zelensky ha espresso disponibilità a negoziare, ma - secondo lui - Merz ha accusato Putin di evitare deliberatamente ogni dialogo serio.

Interpretazioni e implicazioni
- Le accuse di Merz segnano un cambio di tono nella diplomazia tedesca, più aggressivo e diretto.
- C’è chi vede in queste parole un tentativo di rafforzare la leadership internazionale della Germania, mentre altri temono un crescendo pericoloso.
- Il dibattito si è acceso anche sul ruolo della paura nella politica estera.

Implicazioni strategiche della posizione tedesca

Posizione di Mosca
Le reazioni russe sono state immediate e durissime:

- Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Esterim ha detto tra le altre cose anche: “Sprofonderete come Kyiv” e ha definito le armi tedesche “fiammiferi destinati a bruciare”.
- Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, ha bollato le dichiarazioni di Merz come “pericolose” e contrarie a ogni tentativo di accordo politico⁽¹⁾.
- Putin ha liquidato le accuse come “film dell’orrore” creati dai paesi NATO, accusandoli di isteria e provocazioni⁽³⁾.

Mosca considera la revoca delle restrizioni sulle armi tedesche come un coinvolgimento diretto della Germania nel conflitto.

Reazioni dei Paesi NATO
La risposta dell’Alleanza Atlantica è stata più sfumata, ma tendenzialmente solidale:

- Francia e Germania (congiuntamente) hanno definito la guerra russa “imperialista” e promesso di aumentare la spesa per la difesa fino al 5% del PIL⁽⁴⁾.
- Finlandia, nuovo membro NATO, ha accolto Merz con favore, rafforzando l’asse nordico.
- Gli USA (con Trump) hanno espresso sostegno indiretto, pur mantenendo una linea più pragmatica. Trump ha detto che “Putin sta giocando col fuoco”⁽²⁾.Il messaggio comune è chiaro: rafforzare la deterrenza e sostenere l’Ucraina, evitando un coinvolgimento diretto.

Reazioni dei Paesi non - NATO
Qui il tono cambia, con maggiore cautela e apertura al dialogo:

- La Cina ha evitato commenti diretti, ma ha ospitato colloqui tra Putin e leader come Erdogan e Fico, segnalando una volontà di mediazione.
- La Turchia ha ribadito che “solo un dialogo incentrato sulla pace può porre fine alla guerra”.
- Slovacchia, pur essendo NATO, ha fatto da ponte nel colloquio tra Putin e Xi Jinping, segno di una diplomazia parallela.

Questi Paesi non condannano apertamente Merz, ma cercano di mantenere canali aperti con Mosca, temendo le ripercussioni economiche e regionali.

Conclusione
Il confronto Delle posizioni mostra una frattura profonda tra visioni strategiche: da un lato la linea dura di Merz e dei paesi NATO, dall’altro la prudenza diplomatica dei paesi non allineati. La Germania, con Merz, sembra voler ridefinire il suo ruolo globale, ma il rischio di isolamento o aggravemento della situazione è concreto.

 

*Vignetta generata da AI Sora su input della Redazione A,S.I. 

Nota della Redazione

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