dimaio111(ASI) Il Ministro degli Affari Esteri e della cooperazione internazionale Luigi Di Maio  di ritorno a Ciampino dalla Libia ha dichiarato: “La mia visita è stata fatta  in una cornice di massima condivisione europea, la Libia è una priorità per la nostra politica estera e per la sicurezza nazionale.

Il viaggio in Libia è stato la prosecuzione di un processo mai interrotto di cooperazione tra i due Paesi , e negli ultimi mesi si sono registrate delle importanti novità. Sia per la situazione territoriale sia per quanto concerne il processo politico”. Il Ministro Di Maio ha continuato: “anche nelle fasi più drammatiche dell’epidemia il dialogo dell’Italia non si è mai interrotto , la Libia - ribadisce  il Ministro degli Esteri -  è priorità della politica estera e di interesse nazionale . Siamo determinati a difendere i nostri interessi geostrategici. Gli interessi sono uguali a quelli del popolo libico ormai stremato da anni di guerre”.

La guerra che dilania il Paese è stato uno dei punti cardine della visita del Ministro Di Maio che aggiunge: “ Ho fatto presente al presidente Al Serraj per la questione della città di Sirte , non ci siano nuovi combattimenti e altre vittime civili. Allo stesso modo ho espresso la mia contrarietà sul congelamento del conflitto , in modo tale da evitare al paese la ricaduta in uno stato di stallo , che sarebbe per l’Italia anticamera di altri conflitti armati.” Riferisce sulla situazione di Sirte : “Che non ci sia una nuovo crescendo militare , per la spartizione della Libia , che ci sia un cessate il fuoco sostenibile che coinvolga , tutti gli attori in gioco”. Il ministro degli esteri è convinto che non si debba ricorrere all’uso della forza .

“L’unico percorso credibile verso la pace , prevede un accordo un negoziato inclusivo , attraverso una mediazione guidata dalle Nazioni Unite”. Si accolgono con favore i negoziati di pace , e si evidenzia l’aspettativa italiana sul negoziato . “Si evidenzino i punti di divergenza sulle proposte di pace”. “Sappiamo bene che la questione della guerra in Libia sia un percorso pieno di ostacoli , tutt’altro che agevole , ma la negoziazione è l’unico , atto praticabile , i tempi della democrazia sono più lunghi rispetto a quelli delle armi , ma portano a risultati più sostenibili , stabili , rispetto alla guerra”.  Infine il Ministro degli Affari Esteri Di Maio è contento dei risultati della mediazione che l’Italia ha raggiunto nella questione libica. Sul fattore migrazioni vige la regola bilaterale del rispetto per i diritti umani.

La proposta sul rinnovo del “memorandum migranti” verrà avviata il 2 luglio 2020 . Il patto ha fatto crollare il flusso delle migrazioni lungo la rotta centrale del Mediterraneo. Firmato nel 2017 dal ministro Gentiloni e Al Serraj. Continua Di Maio : “Nel ribadire il pieno sostegno dell’Italia , ho fatto presente che l’afflusso di armi nel Paese , deve cessare. L’Italia è determinata ad affrontare la questione dando pieno appoggio. L’Italia rimane per Tripoli un partner fedele ed irrinunciabile e anche insostituibile . Si premia il lavoro e la mediazione con lo spirito della consapevolezza degli errori passati e delle possibilità per il futuro. La Libia merita molto di più. Importante la questione sui diritti umani. l'Italia si batte in favore della pace.” ha concluso il Ministro.   Nella complessità della vicenda l'Italia vuole ritornare ad avere un ruolo primario in Libia. Protagonismo che ha perso nel 2011 con la caduta di Ghedafi  

Massimiliano Pezzella – Agenzia Stampa Italia

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