(ASI) Londra - "Non riapriremo l'accordo di ritiro", così il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker torna a ribadire, nella sessione plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo, la posizione dell'Ue.

Di fronte agli ultimi sviluppi della politica britannica e poche ore prima di incontrare Theresa May a Bruxelles, ecco le sue parole: "Sono stupito perché ci eravamo messi d'accordo con il governo britannico il 25 novembre. Sembra che ci siano dei problemi di fine corsa: vedrò il primo ministro Theresa May stasera e devo dire davanti a questo Parlamento, come ho già fatto, questo accordo è il miglior accordo possibile, l'unico possibile: non c'è alcun margine per una rinegoziazione. Ma naturalmente, questo lasso di tempo, se usato in modo intelligente, può essere usato per chiarimenti e delucidazioni". Inoltre aggiunge: "Abbiamo una comune determinazione a non utilizzare il backstop ma dobbiamo prepararlo perchè l'Irlanda non sarà mai lasciata sola", cioè la soluzione per evitare il risorgere di un confine fisico tra Irlanda e Irlanda del Nord.

Riguardo poi al rinvio del voto ai Comuni sull'accrodo di riitiro dall'Ue, Giuseppe Conte dichiara: "Guardiamo con profondo rispetto al dibattito democratico ma allo stesso tempo a poco più di tre mesi dalla Brexit, c'è l'esigenza che l'uscita del Regno Unito dalla Ue avvenga in maniera ordinata, per offrire chiarezza e certezza a molti cittadini e imprese italiane coinvolte", ha detto il presidente del Consiglio italiano in Aula alla Camera nelle comunicazioni prima del Consiglio europeo. "Continueremo a lavorare con i partner per preparaci anche allo scenario per noi poco auspicabile di recesso senza accordo".

Dal canto suo, la premier Theresa May ha annunciato al Parlamento la decisione di rinviare il voto per evitare una sconfitta umiliante, con l'intenzione di tornare a Bruxelles e incontrare leader della Ue e dei Paesi membri per tentare di ottenere ulteriori garanzie. La sua speranza è di tornare a Westminster con un nuovo testo del Withdrawal Agreement, l'intesa sull'uscita della Gran Bretagna dalla Ue, che possa avere il sostegno di almeno 320 deputati e possa quindi essere ratificato. Secondo le regole la premier ha tempo fino al 21 gennaio per presentare il testo al Parlamento.

 

Claudia Piagnani - Agenzia Stampa Italia

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