(ASI) Sono ancora in corso i colloqui di pace tra il governo colombiano e le Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc-Ep) dopo che la popolazione ha respinto il precedente accordo. A Cuba, per la precisione a L’Avana, proseguono infatti gli incontri tra le delegazioni delle due parti; ieri Ivan Cepeda, membro della delegazione governativa, ha detto che: “Il governo e i guerriglieri stanno dimostrando una grande disponibilità per giungere ad un nuovo accordo di pace. Entrambe le delegazioni stanno lavorando senza sosta analizzando tutte le proposte sul tavolo” sottolineando la volontà comune di giungere ad una nuova intesa.


La base di partenza è quella rappresentata dall’accordo respinto nel referendum dello scorso 2 ottobre cui dovrebbero essere portati alcuni miglioramenti ed aggiustamenti che andrebbero incontro al volere popolare.
Durante questi nuovi incontri le parti stanno discutendo qualcosa come 445 nuove proposte che dovrebbero mettere la parola fine ad un conflitto armato che dura da oltre 50 anni.
Pochi giorni prima del voto il presidente Juan Manuel Santos aveva anticipato che in caso di vittoria del No sarebbe stato impossibile negoziare un nuovo accordo e che anzi si sarebbe tornati ad uno stato di aperto conflitto tra le parti ed a caldo molti analisti avevano escluso la possibilità di giungere ad un nuovo accordo.
La guerra civile in Colombia dura da 52 anni ed ha provocato oltre 220mila morti. Secondo le stime ufficiali la maggior parte delle persone uccise in questi anni erano civili, militari e combattenti infatti sarebbero meno del 20 per cento delle vittime. Secondo le autorità di Bogotà solo nel periodo tra il 1996 ed il 2005 in Colombia, per opera delle Farc, è avvento un rapimento ogni otto ore e più di sei milioni di persone sono rimaste vittime delle violenze dei miliziani. Il presidente Santos ha espresso l’auspicio che la pace appena dichiarata diventi ora effettiva sul territorio.
L’accordo tra le parti raggiunto in precedenza prevedeva fra l’altro che i miliziani delle Farc consegnino le loro armi entro sei mesi dalla ratifica mentre il governo si è impegnato a convincere i colombiani ad accettare la presenza delle Farc come forza politica secondo le regole democratiche. In cambio il partito che segnerà la mutazione delle Farc otterrà una base minima di 10 seggi garantiti in Parlamento, cinque per ognuna delle due Camere.

Fabrizio Di Ernesto – Agenzia Stampa Italia

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