(ASI) La proposta di revisione degli accordi di Shengen , che dal 1985 hanno regolato la progressiva soppressione dei controlli alle frontiere interne dei paesi dell’Unione Europea, è stata avanzata nei giorni scorsi dal governatore della Baviera Bild Horst Seehofer.

Seehofer, preoccupato dai  numeri  dell’immigrazione verso la Germania, e in particolare di quella dei “profughi”, avrebbe infatti suggerito al governo tedesco tale soluzione come “ultima spiaggia” in caso di mancato accordo con l’Italia per una più ferrea disciplina dell’emigrazione verso il paese nordico dalla nostra penisola.

Tale proposta, peraltro espressa da un membro del partito Csu, gemello bavarese della Cdu di Angela Merkel, giunge dopo 9 mesi durante i quali decine di tassisti e autisti privati di bus e auto a noleggio italiani, sono stati arrestati con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina dopo aver trasportato “profughi” che li avevano regolarmente pagati per andare in Germania.

Il ministro degli interni Angelino Alfano, sulla questione degli autisti italiani arrestati, aveva  assicurato “tutta la nostra cooperazione di polizia”. Alle incalzanti domande su quale sarà la linea d’azione del governo italiano per il futuro, Alfano ha dichiarato “Vediamo con favore ogni iniziativa dell'autorità giudiziaria tedesca che stronchi chiunque affronti tale traffico e siamo pronti a ogni azione congiunta e comune per attenuare e risolvere il fenomeno”. Tali parole, per molti, hanno suonato come una sentenza di abbandono per le decine di autisti italiani detenuti in Germania.

Pierpaolo Campagnolo, presidente della Cooperativa Tassisti Vicentini, ha sottolineato che per le leggi italiane, rifiutare clienti paganti in base alla loro identità (in mancanza di leggi che ne richiedano l’accertamento) e alla destinazione richiesta,  attualmente è una condotta a forte rischio di essere legalmente perseguibile. Quindi gli autisti italiani si sarebbero ritrovati letteralmente tra “l’incudine e il martello”.

Sia sulla questione dell’eventuale revisione degli accordi di Shengen, che su quella degli autisti italiani, il governo tedesco intenderebbe aspettare le prossime valutazioni dei ministri degli interni europei sulla politica dei “profughi” prima di prendere provvedimenti definitivi in merito.


Alexandru Rares Cenusa - Agenzia Stampa Italia

 

 

 

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