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(ASI) Il capo dell’ FSB (Servizi federali per la sicurezza della Federazione russa), Alexander Bortnikov, il 6 giugno ha dichiarato che in Siria al fianco delle forze di Al - Qaeda combattono contro Assad circa 200 miliziani provenienti dal Caucaso di Nord. Il fatto che i miliziani dell’Emirato del Caucaso combattano sotto la bandiera di Al – Qaeda è preoccupante, perché questa sigla è considerata un’organizzazione terroristica non solo dalla Russia ma anche dagli Stati Uniti. Sarebbero loro infatti i responsabili dell’attentato alla metro di Mosca nel 2010, dove rimasero uccise 41 persone. Lo scopo dell’Emirato del Caucaso, costituitosi nel 2007, è la creazione di un Califfato islamico in Caucaso con le leggi della sharia. Le notizie della partecipazione dei jihadisti provenienti dal Caucaso in Siria c'erano già dall'inizio del 2012.

Molti di loro avrebbero esperienza di combattimento in Cecenia, Afghanistan e Libia ed entrerebbero in Siria dalla Turchia. Le loro principali basi di addestramento si troverebbero sia in Giorgia sia in Azerbaijan. Ad oggi è difficile quantificare la presenza dei jihaddisti del Caucaso in Siria, perché spesso altri gruppi estremisti di Kirghisia, Georgia e Azerbaijan si presentano come ceceni e questo genera confusione anche nell’informazione, che solitamente li definisce tutti ceceni. Alcune stime però parlano di più di 400 jihaddisti di Caucaso in Siria, che combattevano presso Aleppo e nella regione di Hama. Nel'estate 2012 in Siria fu ucciso il figlio di Ruslan Gelayev, noto come "Angelo nero", uno dei più famosi e più crudeli comandanti dei ceceni, che conosceva personalmente Bin Laden e combatteva anche in Iraq.

Matteo Bressan – Agenzia Stampa Italia

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