×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 113

(ASI)Forlì. Lettere in Redazione -La nostra lotta contro la pena capitale è una lotta morale ed etica. Una lotta per il rispetto dei diritti umani, per la vita, il diritto e la giustizia. Una lotta che non ha bisogno di giustificazioni, perché la pena di morte è un sacrificio umano futile e feroce. Che sia la "giustizia del re" giapponese o il democratico "linciaggio legale" americano il risultato non cambia: la pena di morte è l'uccisione rituale di alcuni disgraziati allo scopo di placare le paure della società. Questa constatazione spiega da sola il nostro impegno. Questa è la ragione per cui non ci battiamo contro la pena capitale perché uccide gli innocenti, ma perché uccide i colpevoli.

Tuttavia la pena di morte ha altre ripugnati caratteristiche: è arbitraria e crudele, inutile, sordida, costosa, razzista e classista. Brutalizza e degrada chi la pratica. Predilige le minoranze etniche e religiose, i poveri, i pazzi. Uccide gli innocenti. Questi aspetti odiosi della pena capitale sono le buone ragioni pratiche da offrire a quelli che Austin Sarat chiama gli "abolizionisti riluttanti", cioè quelle persone che, pur mantenendone una teorica approvazione, cercano una scusa ragionevole per chiudere con il patibolo e fra queste scuse la più forte è indubbiamente la possibilità che sia uccisa una persona innocente.

Autori come Risinger e Espy affermano in America i condannati a morte innocenti, sia nel braccio che "giustiziati", sono almeno il cinque per cento e i forcaioli hanno l'incubo che ciò sia dimostrato in tribunale. La possibilità che un innocente sia stato ucciso è il tallone d'Achille della pena di morte statunitense ed è divenuta una sorta di ricerca abolizionista del Santo Graal; anche se alcune dolorose esperienze ci hanno insegnato che le proteste d'innocenza che giungono dal braccio possono essere false, indimostrabili o irrilevanti.

False, come ha mostrato, dopo dieci anni di battaglie legali, il DNA post mortem di Roger Keith Colemann. Indimostrabili, perché i reperti sono scomparsi e i test inconcludenti. Irrilevanti, perché l'istanza doveva essere sollevata a un livello giudiziario precedente ed è procedural defaulted.

In ogni caso l'enfasi posta sull'innocenza del condannato (da dimostrarsi con il test del Dna, anche se sono solo 17 i condannati che ha salvato) produce il "paradosso Barnabei". Il caso viene riaperto e l'esame del Dna ne dimostra la colpevolezza, così lo uccidono con serena coscienza. Viceversa se l'esame ne dimostra l'innocenza lo liberano perché "il sistema ha funzionato" e ammazzano tranquillamente gli altri condannati perché sono colpevoli. Oppure il Governatore si convince della sua innocenza e concede la grazia: intanto gli altri sono uccisi perché nessuno si è mosso per loro.

In definitiva, senza sottovalutare l'enorme valore emozionale dell'innocenza, i fatti ci impongono un approccio pragmatico ai limiti del cinismo. Un approccio alla pena di morte che punti sempre al nocciolo dell'abolizionismo, ma che lasci, agli uomini di buona volontà, una valida scusa che giustifichi, di fronte all'opinione pubblica, un atto di umanità.

Dott. Claudio Giusti

ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull'argomento trattato, il giornale ASI è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d'interpretazione

 
L'onestà intellettuale crea dibattito e stimola nelle persone l'approfondimento. Chi sostiene l'informazione libera, sostiene il pluralismo e la libertà di pensiero. La nostra missione è fare informazione a 360 gradi.

Se credi ed apprezzi la linea editoriale di questo giornale hai la possibilità di sostenerlo concretamente.
 

 

 

Ultimi articoli

Agricoltura, Confeuro e Labor in Puglia tra ascolto e formazione

(ASI) “Non si ferma il tour della Confederazione Agricoltori Europei e di Labor, ente promosso dalla Confeuro, in giro per l’Italia al fine di ascoltare le istanze di cittadini ...

La scuola che vorrei premia l’IC Città dei bambini di Mentana

(ASI) Roma. L’IC Città dei Bambini di Mentana conquista anche Unicef Italia e i Vigili del fuoco.

Europa, Squarta lascia il segno su un dossier decisivo: accolte molte proposte di Fratelli d’Italia-ECR per cambiare le regole che incidono su imprese, lavoro e famiglie  

(ASI) “Questo è uno di quei dossier europei che sembrano lontani, ma in realtà incidono sulla vita quotidiana dei cittadini molto più di quanto si immagini. Dentro queste decisioni ci sono ...

Sociale, Tiso(Accademia IC): “Contrasto povertà è sfida di civiltà. Agire subito” 

(ASI) “Negli ultimi anni, la povertà sta diventando un fenomeno sempre più visibile nelle nostre città. Non si tratta più di casi isolati: uomini, donne e famiglie intere sempre più ...

Riso, Confeuro: “Da Parlamento Ue grave errore. Più garanzie per comparto” 

(ASI) “Confeuro esprime dispiacere e forte contrarietà per la decisione del Parlamento europeo di confermare l’accordo raggiunto con i Paesi membri nel mese di dicembre in merito all’aggiornamento ...

Inflazione Eurozona al 2%: stabilità apparente, pesano i rischi energetici

(ASI) - L’inflazione nell’Eurozona si è stabilizzata intorno al 2%, un livello considerato coerente con l’obiettivo della Banca Centrale Europea.

Contratti e inflazione: il dialogo tra governo e sindacati si irrigidisce

(ASI) - Negli ultimi mesi si è intensificato il confronto tra il governo guidato da Giorgia Meloni e le principali sigle sindacali, tra cui CGIL, CISL e UIL. Snodo centrale del ...

Roma, Maritato(Fi): “Stazione Prenestina, degrado accanto a campi sportivi e palazzi”

(ASI) “Tra presunte rigenerazioni e reale disinteresse, siamo a raccontarvi una storia di vero degrado e ci spiace sottolineare che, nel V Municipio, basta allontanarsi un po’ dalle zone più ...

Paulo Coelho: dagli ospedali psichiatrici al successo globale di Salvo Nugnes

(ASI) Per molti era “un problema”. Un ragazzo fuori schema, difficile da comprendere. Per questo fu rinchiuso in ospedali psichiatrici.

Paulo Coelho: dagli ospedali psichiatrici al successo globale di Salvo Nugnes

(ASI) Per molti era “un problema”. Un ragazzo fuori schema, difficile da comprendere. Per questo fu rinchiuso in ospedali psichiatrici.

×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 113