(ASI) "Poche risorse bastano per scongiurare le complicanze, disastrose per le persone e le famiglie con diabete" afferma Diabete Italia in occasione della Giornata Mondiale del Diabete.

"Non mettiamo all'asta la salute delle persone rovinando la spesa sanitaria che si voleva riequilibrare. Non tagliamo il ramo su cui sono sedute milioni di persone 'sane con diabete' impegnate ogni giorno nella prevenzione delle complicanze".

La spesa per l'assistenza al diabete non è un 'tesoretto' al quale attingere per tagli e ‘risparmi. E' vero il contrario: lo Stato spende poco e ottiene molto dai suoi 5 milioni di diabetici. La maggioranza di loro si impegna ogni giorno per scongiurare lo sviluppo di complicanze al cuore, al cervello, agli occhi e ai reni costosissime per lo stato, disastrose per le persone e le loro famiglie. E la maggior parte delle persone con diabete ci riesce: le ospedalizzazioni per diabete sono crollate in termini assoluti dal 2001 al 2010.

"Io ho scelto me", recita lo slogan di questa Giornata Mondiale del Diabete. La persona che 'sceglie se stessa' e gestisce bene il suo diabete costa al SSN 3/400 euro in più rispetto alla media delle persone della sua età.

Non è facile tenere il diabete sotto controllo. Bisogna ricevere una educazione terapeutica, bisogna avere le informazioni per prendere tante decisioni quotidiane, bisogna controllare periodicamente le complicanze, bisogna ricevere la terapia appropriata e applicarla.

Eppure le Regioni stanno proprio tagliando il ramo su cui sono sedute le persone che gestiscono bene il diabete. Queste persone hanno bisogno di poco:

  • Hanno bisogno di incontrare periodicamente i Team specialistici, ma le Regioni riducono il numero dei diabetologi e scompaginano i Team, creando liste di attesa lunghe e intervalli insostenibili fra le visite.
  • Hanno bisogno di misurare la glicemia con strumenti adatti, ma le Regioni intendono indire ‘gare’ che affidano il monopolio delle forniture all'azienda che offre il prezzo più basso.
  • Hanno bisogno di terapie appropriate, ma lo Stato limita l'accesso ad alcune delle terapie più innovative.

Potremmo continuare… ma il concetto è semplice. Ci sono milioni di persone che riescono a tenere sotto controllo il diabete. Hanno bisogno di avere lo Stato al loro fianco non contro di loro. Se queste persone sono lasciate sole vedremo crescere i ricoveri per le conseguenze acute del diabete (succede già proprio nelle regioni che 'risparmiano' sui presidi) e per gravissime complicanze: ictus, infarti, cecità e amputazioni che miracolosamente eravamo riusciti a ridurre. Parliamo di tragedie per le famiglie e costi enormi per il SSN.

Il diabete non è un costo. Il diabete costa quando la persona non sa cosa deve fare, non è motivata a farlo, non è messa nelle condizioni di farlo.

Di questo si parlerà nelle oltre 450 città d’Italia dove il 15 e 16 novembre migliaia di volontari organizzeranno oltre 700 eventi di piazza, conferenze, camminate, perfino teatro. Per trovare l’evento più vicino: www.giornatadeldiabete.it/piazze

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