(ASI) Nella giornata di mercoledì 6 Dicembre si è svolta l’inaugurazione della mostra fotografica in onore di Renato Curi, alla sala congressi “Galeazzo Alessi”, nel centro storico perugino. Alle ore 17.30 c’è stato il taglio del nastro con il Presidente del Consiglio Comunale Leonardo Varasano, i figli di Curi, Sabrina e Renato, e la mamma Clelia.

Prima però é stata fatta una breve liturgia; queste le parole di Padre Mauro: “Vogliamo ringraziare il Signore per questo importante momento, Renato ci guarda sorridendo ed é vivo nei nostri cuori”. Anche Leonardo Varasano ha speso delle parole riguardo a questa mostra: “Porto con piacere il saluto del sindaco Romizi che non è potuto venire e ringrazio gli assessori Prisco, Severini e Calabrese per essere qui oggi. L’amministrazione della città ha voluto fortemente questa esposizione fotografica e ringrazio la famiglia Curi per averlo reso possibile. Tutti noi in questa settimana abbiamo instaurato un legame profondo, ci siamo incontrati spesso e abbiamo a lungo parlato di questo evento.
Curi è un monumento, infatti non esistono solo quelli fatti di pietra ma anche di carne, ossa e memoria. Perugia è ormai la casa della famiglia di Renato.
Oggi, il calcio, non è più necessariamente quello romantico di una volta; questa mostra è anche un modo per riconciliarsi con quello che è stato sperando che qualcosa di quei tempi passati possa ritornare di nuovo. Il calcio è fatto anche di uomini, persone come Renato”.

È intervenuto anche il Presidente della Camera di Commercio di Perugia, Giorgio Mencaroni. Queste le sue parole: “Quando mi é stato chiesto di fare la mostra in questi locali ho cercato di fare del mio meglio per renderlo possibile. Curi era una persona stimatissima e come lui lo era tutta la squadra; erano uomini nel senso vero del termine. Quando giocavano lo facevano con grande cavalleria e impegno costante; sono stati e devono continuare ad essere un esempio su come si può fare sport in questa città, in particolare per i nostri giovani.
Con questa mostra speriamo di fare la nostra parte per ricordare Renato”.

È intervenuto anche il figlio di Curi, Renato, nato poco dopo la morte del padre sul campo da gioco: “Devo ringraziare le istituzioni e il Comune di Perugia che ci ha dato i mezzi per portare avanti questo progetto, il posto ci è stato concesso dalla Camera di Commercio e ne sono molto contento. Ringrazio Varasano che ha reso possibile tutto questo; è una persona che parla con il cuore e mi ha accompagnato passo dopo passo durante tutta la preparazione della mostra, con umanità e delicatezza. Ringrazio anche l’azienda e la famiglia Pauselli che ci hanno aiutato in tutti i modi, la Grafox che ha stampato tutte le foto della mostra e la Graphic Masters che ha realizzato il libro in onore di Renato.
Grazie a voi e a questa città, dopo 40 anni siamo ancora qui a parlare di papà e ne sono felice”.

La mostra si sviluppa su tre piani, dove le pareti sono tappezzate da oggetti personali e immagini di Renato Curi immortalato durante la sua vita quotidiana e quella calcistica; le foto raccontano anche della sua infanzia, della sua crescita e del passaggio nelle varie squadre italiane come Como e Giulianova. Numerose sono le gigantografie che lo ritraggono con la divisa del Perugia Calcio, da solo o insieme ai suoi compagni.

Numerosi i curiosi accorsi in Via Mazzini, tra cui molti giornalisti, fotografi, ma anche tifosi e vecchi compagni di Renato, come Franco Vannini e Pierluigi Frosio, due importanti protagonisti del Perugia dei miracoli che sfiorò il primo posto in serie A nella stagione 1978/79.
Presenti anche persone che gravitano all’interno della società AC Perugia: Roberto Goretti e Marcello Pizzimenti.

La mostra ha un sapore di storico, di una bellezza nel calcio che sembra ormai essere sbiadita, di una semplicità e purezza che traspare dal viso di un uomo che per Perugia é molto di più di un calciatore: è una bandiera, un ‘ideologia.
Da vedere assolutamente.

Claudia Piagnani – Agenzia Stampa Italia

 

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