A Spoleto per il Festival dei Due Mondi, “Io e…Soliloquio di un italiano”. (ASI) Spoleto– Partiamo da un fatto, ad esempio una discussione.
In merito a questa ci sono diversi modi per approcciarsi alla naturale dialettica: si può prendere la parola, scegliendo quindi di essere protagonisti diretti; si può partecipare senza dire nulla, allora di è osservatori; si può fare entrambe le cose, dire la propria e allo stesso tempo rimanere sufficientemente distaccati, e quel punto si è giornalisti. Se invece la distanza fra il fatto, chi lo osserva, chi ne discute e chi lo racconta è nulla, si è Indro Montanelli. Il principe del giornalismo italiano ha rappresentato e rappresenta il metro di paragone con cui ogni aspirante racconta-fatti deve prima o poi fare i conti, non si tratta di studio o lettura critica dei suoi articoli. Montanelli non va solo letto, va capito.
Per aiutare in questo compito d’interpretazione e comprensione, il Festival di Spoleto in co-produzione con la Fondazione Corriere della Sera ha allestito per tre serate durante la 55esima edizione del Festival dei Due Mondi, lo spettacolo “Io e…Indro Montanelli: Soliloquio di un italiano”. Dopo Oriana Fallaci e l’interpretazione di Monica Guerritore in “Mi chiedete di parlare…”, anche nel 2012 il Festival ha scelto di dare spazio a un'altra grande personalità del Novecento italiano, un vero protagonista della vicenda italiana che rivive nell’intreccio tra i fatti storici del Paese e quelli personali di Montanelli. Lo spettacolo guidato da Ernesto Galli della Loggia, artefice dell’intero progetto, è un botta e risposta tra l’editorialista del Corriere e l’attore Sandro Lombardi che, senza volontà d’imitazione, presta volto e voce alle parole scritte da Montanelli. I dialoghi tra i due, recuperati da Galli Della Loggia dalla produzione giornalistica di Montanelli e riadattati in senso drammaturgico, scorrono uno dopo l’altro su pagine bianche, tanto da sembrare appena uscite dalla Lettera 22 Olivetti. Il ticchettio della macchina da scrivere, musiche e foto storiche accompagnano l’ingresso in scena dei personaggi che Montanelli da lì a poco ricorderà, e sono i suoi racconti, stimolati dal pungolo di Galli Della Loggia ad arricchire la scena allestita dal regista Piero Maccarinelli. Il palco ricorda quasi una redazione: una scrivania con l’immancabile macchina da scrivere, una lampada da tavolo, due poltrone e niente più, solo i fatti cui Montanelli era devoto.
Lo spettacolo “Io e…” ripercorre la carriera giornalistica di Indro Montanelli focalizzandosi su quattro personaggi con i quali il giornalista è venuto a contatto: Benito Mussolini, Palmiro Togliatti, Aldo Moro e Silvio Berlusconi. Cornice al nucleo centrale dello spettacolo sono le considerazioni di Montanelli sull’Italia, smascherando i vizi e i difetti di un popolo: “Quest’Italia retorica e filodrammatica non mi piace. Rivela, nella sua teatralità esibizionistica, una mancanza di pudore che mi sconcerta. (…) Ognuno vorrebbe andare in televisione, magari per confessare un delitto, a rischio di passare il resto della vita in prigione”-, intuizioni che suonano profetiche a undici anni dalla sua scomparsa. Ed è proprio con una riflessione sulla morte che cala il sipario, un momento della vita di un uomo che Montanelli ha sempre desiderato vivere con dignità senza timori, anche se – affermava – “E’ il morire, non la morte, che a me fa paura”.
Nato nel 1909 Montanelli è sempre stato “in mezzo ai fatti” e la sua professione gli ha imposto di partecipare, e qui molto giovò la sua indole, in prima persona alle vicende storiche nostrane e il racconto del suo protagonismo, questo potrebbe essere il sottotitolo dello spettacolo “Io e..”, parte dagli anni del fascismo e il suo giudizio sulla figura di Benito Mussolini e indirettamente del regime; stesso dicasi per Togliatti e il comunismo e per Moro e gli anni del compromesso storico di cui il segretario della Democrazia Cristiana fu artefice prima del tragico epilogo, momento cruciale della storia italiana e sono ancora ferree le parole di Montanelli durante il rapimento, lui che si schierò con quella che venne chiamata la linea della fermezza; e infine Berlusconi, la cui vita imprenditoriale incrociò quella di Montanelli quando diventò azionista de Il Giornale, connubio che si chiuse quando il Cavaliere decise di entrare in politica.
“Che giudizio?” – così interroga Galli della Loggia, e la figura teatrale di Montanelli di Lombardi risponde restituendo al protagonista, se non le fattezze, la stessa carica emotiva, la satira sferzante, e quando necessario il disappunto. Un colloquio fra l’attuale e il passato, perché c’è ancora molto da scoprire di quello che è stato ieri per poter comprendere a fondo l’oggi e il domani.
Le parole di Montanelli, scritte per anni su fogli di sottile carta di giornale, risuonano e impregnano le pareti del Teatro San Nicolò di Spoleto, e questa prima teatrale resterà fra le produzioni del Festival dei Due Mondi come un momento di arricchimento collettivo, e come è stato per lo spettacolo dedicato ad Oriana Fallaci, proseguirà probabilmente con un tour nei maggiori teatri italiani.
L’uomo che voleva essere “soltanto un giornalista” è diventato per suoi meriti qualcosa di più: la voce di una parte d’Italia che nei sui scritti ha trovato la spiegazione a fatti che lui stesso – ammetteva -, spesso non riusciva a comprendere.
ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull'argomento trattato, il giornale ASI è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d'interpretazione
(ASI) - Da ore milioni di cittadini di Spagna e Portogallo sono ancora al buio. Un maxi blackout ha interessato i due Paesi, provocando enormi disagi alla popolazione, tanto che ...
(ASI) Banja Luka, capitale della Repubblica Serba di Bosnia, ha ospitato il 26 aprile 2025 il Forum Internazionale “Pasqua 2025: pace, stabilità e valori cristiani nell’Europa contemporanea e nei Balcani”.
(ASI) Perugia - Il discorso della Sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, in occasione del 25 aprile è stato alto, denso di valori e pienamente condivisibile.
(ASI) Chieti -.Il Grande Albergo Abruzzo di Chieti ha ospitato, in occasione del trecentenario della nascita di Giacomo Casanova, la presentazione ufficiale del progetto nazionale "Casanova 300", un'iniziativa scientifica, ...
(ASI).Chieti – Si è svolta nel pomeriggio di sabato 26 aprile 2025 la presentazione ufficiale del progetto "Casanova 300", un'iniziativa scientifica di ampio respiro coordinata dal Prof. Pierfranco Bruni e da Franca Silvia Desantis (...
(ASI) Da tempo, ormai, l'intelligenza artificiale (AI) sta entrando nella nostra vita quotidiana. Molto prima che potessimo rendercene pienamente conto, questa dirompente innovazione ha cominciato ad inserirsi nei piani di ...
(ASI) Roma, 25 apr. - “Diceva Piero Calamandrei che ‘la libertà è come l’aria, ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare’. Basta ricordare queste preziose parole di ...
(ASI) In occasione della Festa della Liberazione, oggi 25 aprile alle ore 16.00, una delegazione della Democrazia Cristiana ha reso omaggio ai caduti della libertà con la deposizione di una corona di ...