Il d'Annunzio e la rivoluzione mancata in Italia

(ASI) Montereale (AQ) – Sabato 5 ottobre 2024, sono stato relatore a Ville Fano di Montereale presso la sede dell’Associazione delle Colline, al convegno “Gabriele d’Annunzio e la Carta del Carnaro”, insieme al saggista Michele Antonelli che ha fatto gli onori di casa e alla dottoressa Maria Fioravanti. 

Il mio discorso è stato incentrato sulla carica ideologica e rivoluzionaria dell’Impresa di Fiume che con la fine della Reggenza del Carnaro, terminata nel “Natale di Sangue” del 1920, è stata il collante ideologico di tutti i movimenti rivoluzionari del Novecento, con Gabriele d'Annunzio, secondo Lenin, l'unico uomo in grado di fare una rivoluzione socialista - nazionale in Italia che da politico fu relegato al ruolo di ideologo, primo influencer della storia ante litteram. 

D'altronde anche Gabriele d'Annunzio fu mandato nel 1915 dalle potenze belligeranti in Italia dalla Francia, come Lenin in Russia via Germania nel 1917 per dei fini meramente politici, anche lui fece la Marcia su Fiume nel 1919, come Mussolini nel 1922 su Roma, ma purtroppo per il Comandante d'Annunzio le cose non furono fortunate come per Lenin e per Mussolini, perché ad un certo punto la fortuna gli voltò le spalle e non ebbe più gli appoggi voluti e sperati.

L'ecclettica personalità del Vate d'Italia Gabriele d'Annunzio che fanno di lui a livello nazionale  l'ultimo degli intellettuali rinascimentali e dei padri della Patria del Risorgimento, a livello europeo ne fanno il traghettatore definitivo fra la mentalità cavalleresca d'Ancien Régime e quella della cultura di massa della contemporaneità; non a caso il d'Annunzio può essere considerato l'ultimo dei condottieri rinascimentali che con un proprio esercito personale occupa la libera città di Fiume con le sue prerogative  che affondano nelle concessioni sacro-romano imperiali, ma anche il primo dei leader rivoluzionari di uno Stato veramente moderno con la  pluralità di diritti garantiti dalla Carta del Carnaro, redatta dal sindacalista Alceste De Ambris e promulgata l’8 settembre del 1920. 

Come scritto nel mio articolo "C. Vignali, La Carica Rivoluzionaria dell'Impresa di Fiume, LaNotizia.net, 9 ottobre 2024", la Carta del Carnaro è la "prima costituzione che garantisce suffragio universale di voto per i cittadini maggiorenni, sia maschi sia femmine, al di là delle condizioni economiche e sociali, senza discriminazioni né razziali, né religiose, garantendo pieni diritti agli operai con la socialità delle imprese che crea collaborazione fra impresario e maestranze. A Fiume anche l’omosessualità era tollerata. Molti di questi diritti, solo a partire dalla seconda parte del Novecento saranno garantiti, prima con le costituzioni liberaldemocratiche e successivamente con le proteste radicali progressiste del 1968". 

Sempre nel mio speciale "La Carica Rivoluzionaria dell'Impresa di Fiume" su La notizia.net spiego: "La Fiume dannunziana è un vero e proprio pentolone che ribolle con idee non solo nazionaliste, irredentiste e socialiste-nazionali, ma anche futuriste – moderniste, radicali, socialiste rivoluzionarie, come testimonia anche il reciproco riconoscimento fra la Reggenza del Carnaro e l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Fu proprio la paura di una diffusione di una rivoluzione che partendo da Fiume, si fosse diffusa a tutta Italia contro la monarchia, gli industriali e il papato che condannarono la Reggenza del Carnaro, soffocata tre mesi dopo la sua proclamazione dalle regie forze armate". 

A tal proposito è lecito chiedersi alcune domande che sorgono dai meandri della storia:

Che sarebbe successo se i legionari fiumani avessero vinto la battaglia contro le truppe regie nel dicembre 1920? O se le truppe regie avessero lasciato passare i dannunziani come già successo fra l'11 e il 12 settembre del 1919 durante la marcia da Ronchi a Fiume?

Qual è la verità sul “Volo dell’Arcangelo” avvenuto il 13 agosto del 1922?

Cosa sarebbe successo se fosse avvenuto il programmato, ma mai avvenuto incontro con Nitti e Mussolini del 15 agosto 1922?

Ci sarebbe stata nel 1921 una Marcia su Roma dannunziana con esiti ben diversi di quella fascista?

 Dopo la fine della esperienza fiumana l'eterogenea carica rivoluzionaria dell'impresa fiumana si diffuse dall'altra parte dell'Adriatico, prima col Biennio Rosso in Italia, con Lenin che designò Gabriele d'Annunzio come il punto di riferimento per fare una rivoluzione che coinvolgesse anche le masse dei lavoratori nel Belpaese, e con i movimenti socialisti rivoluzionari e socialisti nazionali che facevano capo a d'Annunzio e a Mussolini. Ma, in Italia la presenza, oltre che della monarchia, del papato e di un certo industriale sviluppato, non resero maturi i tempi per una radicale rivoluzione socialista, così era necessario un compromesso con l'anima più conservatrice del paese, e fu proprio Mussolini a trovarlo (anche grazie ai consigli di una donna di origine ebraica Margherita Grassini Sarfatti che fu vicina allo statista romagnolo fino alla alleanza con Hitler che portò al troncamento di ogni rapporto). Proprio per questo la Marcia su Roma dell'Ottobre 1922 può considerarsi una rivoluzione incompiuta.  Nell’ottobre del 1922, d’Annunzio ricordando il "tradimento" di Mussolini che non gli inviò camicie nere per la difesa della Reggenza Italiana del Carnaro nel dicembre del 1920, non aiutò i fascisti, ma questa volta gli eventi storici sorrisero al politico romagnolo che divenne capo del governo, ma questa è un'altra storia. Fatto sta che se Mussolini con la forza ha segnato in maniera determinante la storia del Novecento, fino ad essere con la forza ucciso, d'altro canto d'Annunzio con le sue idee ha allo stesso modo segnato e continua ad influenzare spiritualmente la coscienza identitaria degli Italiani, "accontentandosi" ad un certo punto di confinarsi al Vittoriale degli Italiani, per rendere la sua figura immortale al di là delle forme di Stato e di Governo che si sono succeduti, ed è ancora oggi la figura simbolo non solo del più puro sovranismo nazionale in antitesi al globalismo internazionalista, ma potrebbe essere utilizzato per certi versi  come simbolo anche della lotta alla discriminazione sessuale, religiosa e di genere. 

Di seguito il mio video sulla Carica Rivoluzionaria dell'Impresa di Fiume:

https://youtu.be/T6Gs3ZrWvzk?si=fSMyeTmLcPEQdaSZ

Cristiano Vignali - Agenzia Stampa Italia 

N.B.: La foto immortala d''Annunzio con il titolare degli affari esteri dell'Urss Cicerin al Vittoriale degli Italiani, all'epoca Villa Cargnacco a Gardone Riviera (BS). 

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