(ASI) Roma. Il Ciclo della vita, dalla nascita alla morte, è al centro di questo nuovo progetto espositivo che affronta il tema dell’intreccio fisiologico dei diversi momenti della vita da un punto di vista sociale, mettendo in luce le transizioni da una fase all’altra e le diversità di approccio a seconda del contesto storico nel quale si vive.

Affondando le radici nell’antichità, le testimonianze archeologiche ci informano che i passaggi fisiologici erano percepiti dalle genti dell’Italia antica come talmente importanti da essere posti sotto la protezione degli dei e sanciti da riti e cerimonie corali.

 In questa prospettiva sono in mostra le forme della religiosità popolare degli Etruschi e delle popolazioni vicine, per le quali la fecondità dei suoli e la fertilità umana sono alla base della sopravvivenza della specie. Il racconto è affidato ai doni offerti alle divinità che presidiavano alle nozze e alla fertilità sia femminile che maschile, sollecitate e favorite dal coinvolgimento dell’eros, che proteggevano la maternità in tutte le sue fasi, dal momento del concepimento alla crescita dei figli.

Il tema della natalità è anch’esso centrale: basti pensare alla variegata gamma delle rappresentazioni degli uteri in terracotta che rivelano anche le conoscenze e le pratiche degli Etruschi in ambito anatomico.

Attraverso pillole di storia si giunge al tema della sconfitta della malattia, della vecchiaia e della morte. Questa tendenza naturale non è esclusiva dei nostri giorni caratterizzati da continue evoluzioni tecnologiche e da nuove frontiere della vita, ma è un tema che ritroviamo nel mito e nell’immaginario delle genti etrusche fin dal VII secolo a.C.

Prestigiosi vasi destinati al consumo del vino nei banchetti aristocratici ci narrano dei vani sortilegi della maga Medea per soddisfare il sogno dell’eterna giovinezza, dell’impossibilità di Eracle di sconfiggere la Vecchiaia, dell’immortalità raggiunta da Arianna attraverso la fedeltà dell’amore coniugale di Dioniso o dallo stesso Eracle quale premio per il suo spendersi contro il male a favore dell’umanità.

 

In questa ottica, intrecciando mondo etrusco-italico e attualità, i due poli estremi del percorso della vita – la nascita e la morte – si fondono nel tema sempre eterno della malattia e della vecchia.

Questo il filo conduttore della mostra realizzata dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, dalla Fondazione “San Camillo-Forlanini” di Roma, dal Museo di Storia della Medicina e dal Polo Museale dell’Università di Roma “Sapienza” grazie ad un accordo di collaborazione stipulato fra le quattro Istituzioni. In virtù di tale accordo, il giardino centrale di Villa Giulia, accoglie anche quest’anno nella giornata del 12 giugno, l’evento “Premio 2019 Eccellenza in Sanità” promosso dalla Fondazione “San Camillo-Forlanini” di Roma che premia coloro che si sono distinti come illustri protagonisti italiani della Medicina.

 

La mostra in continuità con questa manifestazione è aperta al pubblico dal 13 giugno al 6 ottobre 2019 nelle splendide sale affrescate del Piano nobile della Villa.

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