(ASI) Treviso - La mostra dedicata interamente all'artista olandese Maurits Cornelis Escher (1898 - 1972), presso il Museo Santa Caterina di Treviso, visitabile dal 31 ottobre dello scorso anno al 3 aprile 2016, merita sicuramente più di una riflessione.


Oramai, senza ombra di dubbio, si può parlare di un artista geniale, fuori dal comune, che è stato in grado di giocare con le forme geometriche, con le leggi della fisica, matematica e della natura stessa. In mostra sono esposte circa 150 opere, che spaziano dagli inizi della sua carriera, alla cosiddetta "Escher mania". Difatti, sebbene l'artista non abbia mai avuto un erede vero e proprio, molti hanno cercato di imitare il suo stile, offrendo prospettive del tutto differenti sia nell'arte che nella percezione visiva.
Si può subito intendere che Escher sia stato affascinato dall'Italia ed in particolar modo dal paesaggio nostrano. Un matrimonio che è iniziato nel 1922 e si è concluso nel 1935, quando, in base all'opinione dell'artista, i toni del regime si palesavano quali troppo esasperati (determinante per lui è stato vedere il figlio tornare a casa con la divisa da Balilla). Escher in Italia, è stato molto prolifico. Lo troviamo in Campania, in Calabria, nel Lazio (celebri i notturni romani, la visione del Colosseo, o la pavimentazione della Villetta di Via Poerio, a Roma, nel quartiere di Monteverde), in Sicilia, alla ricerca di eremi sperduti e paesaggi per lui affascinanti, i migliori al mondo. Accusato nel 1929 di aver preso parte ad un complotto contro il Re d'Italia, ne è stato scagionato, ed ha continuato ad essere molto attivo, sia nei circoli artistici, che in quelli intellettuali, conducendo una bella esistenza borghese.
Nel '35 lascia l'Italia per il Belgio, e poi per i Paesi Bassi durante la guerra. L'itinerario della mostra continua, specificando quali correnti avessero influenzato l'artista: dall'art noveau, alle leggi della percezione visiva, dalla Gestalttheorie alla cristallografia, essendo egli stato imparentato con un cristallografo e avendo scritto un piccolo trattato sul quale si saranno poi basati numerosi altri artisti.
Escher sfrutta ogni implicazione geometrica, andando contro le leggi medesime della fisica. Celeberrima è l'opera Belvedere (1958), nella quale gli archi si pongono tutt'altro che in forma regolare. Ovunque comunque, si può visionare una sua opera da diversi punti di vista, come se "gli oggetti", "gli abitanti", o qualunque soggetto di quell'opera fosse in movimento, dando vita ad una geometria paradossale della realtà. Chiaramente, anche i significati dell'opera sono ambigui. Positivo o negativo, corretto o scorretto, giusto o sbagliato, divengono pertanto relativi ed interscambiabili. Il cubo di Necker, quello che infatti figura nel Belvedere, è impossibile. Nessuna figura può assurgere a quelle leggi della prospettiva e fisica. Numerose altre opere di Escher sono visibili nella mostra. Troviamo: Metamorphosis II, Esposizione di Stampe (Prentententoonsîelling), opera tra l'altro incompleta, talmente andivenente ed elucubrante qual essa era, poi diversi Ex Libris, realizzati per diverse case editrici e committenti per la vita quotidiana. In collaborazione con la M.C. Escher Foundation, curata da Marco Bussagli e arricchita dalla collezione privata (ed enorme!) di Federico Giudiceandrea, situata in diversi piani, visitando questa mostra possiamo assistere e comprendere la carriera artistica di un genio poliedrico autore di geometrie paradossali. Infine, la "Escher mania". A testimonianza che, quest'autore, è più vivo che mai.

Orari: Lunedì 14.30 - 20
Martedì - domenica 10 - 20
Museo di Santa Caterina - Treviso.
Per info e costi: http://www.mostraescher.it/

Valentino Quintana per Agenzia Stampa Italia

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