(ASI) È da poco disponibile per i tipi della Zambon l’interessante saggio “L’arte della guerra – Annali della strategia Usa/Nato (1990-2015)” del giornalista Manlio Dinucci.

Il libro raccoglie articoli, spunti e riflessioni che il noto giornalista ha pubblicato negli ultimi 25 sul quotidiano “il manifesto”, nella rubrica che dà il nome al volume, e si presenta quasi come un manuale di storia contemporanea incentrata sulla politica estera e militare degli Stati Uniti d’America attuata grazie al suo braccio armato, la Nato, che negli ultimi anni si è spinta sempre più verso est inglobando paesi che fino a pochi anni prima facevano parte del blocco sovietico o del Patto di Varsavia, l’alleanza militare che comprendeva i paesi dell’Europa comunista.

Il libro si articola in tre grandi capitoli che rispecchiano anche i tre diversi periodi della recente storia mondiale: il primo dal 1990 al 1999 ovvero quando gli Usa hanno consolidato il loro dominio militare a livello mondiale, con un cambiamento deciso di rotta rispetto all’epoca precedente in cui, dopo il Vietnam, Washington aveva sempre evitato massici interventi diretti in teatri di guerra. Il secondo capitolo analizza il periodo che va dal 2000 al 2009, ovvero il periodo in cui gli Usa sono stati di fatto l’unica grande potenza mondiale e dopo l’11 settembre hanno inaugurato la stagione delle guerre preventive. L’ultimo capitolo invece analizza gli ultimi anni, caratterizzati da un mondo sempre più multipolare e con la stagione delle “Primavere arabe” e dell’ascesa dello Stato islamico che hanno caratterizzato le ultime scelte statunitensi in campo militare.

Nella sua analisi l’autore si occupa di analizzare e ricordare in particolare gli 8 conflitti che maggiormente hanno caratterizzato gli ultimi 25 anni e segnato in qualche modo i maggiori cambiamenti nella politica militare della Casa Bianca: la prima guerra del Golfo, la guerra civile nella ex Jugoslavia che ha portato alla disgregazione del paese ed alla nascita di nuove e discusse entità come il Kosovo, la guerra al terrorismo post l’11 settembre 2001, la guerra in Afghanistan, l’invasione dell’Iraq nel 2003, la distruzione della Libia di Gheddafi la strana guerra in Siria ed infine il conflitto in Ucraina e le tensioni che ne sono seguite con la Russia. Nel suo saggio Dinucci, inoltre, non rinuncia neppure a svelare i “retroscena” della politica internazionale del “dopo guerra fredda”.

Rileggendo oggi gli articoli scritti anni fa si comprende appieno la grande abilità del giornalista Dinucci non solo a saper leggere la realtà ma anche a prevedere il futuro a breve e medio termine. Nella sua analisi, sempre attenta e meticolosa, l’autore fornisce al lettore anche gli strumenti utili per capire come determinate condizioni storiche sono state determinate facendo anche della analisi geopolitiche puntuali che svelano anche tanti falsi miti della politica statunitense rivelano come molto spesso gli strateghi di Washington hanno lavorato nell’ombra per preparare il loro intervento mirato sul terreno.

Il libro appare da consigliare soprattutto a coloro che credono nella bontà politica estera statunitense ed in chi vede nei soldati di Washington una sorta di “esercito della salvezza”.

M. Dinucci “L’arte della guerra – Annali della strategia Usa/Nato (1990-2015), Zambon editore. Pagg. 554. €18,00

Fabrizio Di Ernesto -  Agenzia Stampa Italia

 

 

 

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