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(ASI) Cinque racconti, apparentemente del tutto diversi per contesti, argomenti, stili e spunti di riflessione. Ma legati da un filo sottile oggettivo: i protagonisti  sono persone comuni e i loro problemi sono quelli della vita quotidiana di tutti noi. E c’è, a congiungere questi racconti, anche un elemento soggettivo che l’autore stesso svela: il riferimento ben consapevole alla propria  esperienza personale ed alla sua terra, l’Umbria che, esplicitamente  o in sottinteso, è lo scenario di tutte le storie del libro.

Questo il dato essenziale emerso dalla presentazione de “Il Casale rosa ed altri racconti”, seconda opera letteraria di Corrado Losito, avvenuta in prima assoluta alla sala “Falcone e Borsellino” della provincia di Perugia. Promosso dall’Associazione “Sviluppo, Welfare e Innovazione per l’Umbria”, con il patrocinio della Provincia di Perugia, l’incontro ha registrato una numerosa partecipazione di pubblico ed ha visto il saluto del vicepresidente della Provincia, Aviano Rossi e gli interventi dell’autore e di Fabrizio Bandini, editore della Midgard, casa che ha pubblicato il libro.  Assente, giustificata dallo stesso autore, la giornalista Sofia Coletti, di cui era stato annunciato l’intervento.

Bandini ha sottolineato come l’inserimento di racconti così diversi per caratteristiche in uno stesso libro, lungi da generare l’effetto “accozzaglia”, dà, al contrario, la sensazione di un raro equilibrio tra sottile umorismo e amare riflessioni, con protagonisti ben dipinti nella loro introspezione psicologica e con ritmi ottimali nello scorrere della narrazione.

Losito, funzionario all’Università per Stranieri e giornalista,  ha tenuto a sottolineare che questi racconti, come tutte le cose che scrive, sono nati in poco tempo, ma sono “più profondi” di quanto possa apparire ad una lettura superficiale. Non sono racconti di pura fantasia, perché “la pura fantasia non esiste”, e muovono, se non da esperienze personalmente vissute dall’autore, comunque da un’osservazione attenta della realtà che  lo e ci circonda.

“Il Casale rosa”, è un racconto lungo, “quasi un romanzo” lo definisce Losito.  Protagonista è Andrea, giovane che ha perso il lavoro e conduce una vita difficile, al limite del disadattamento. Andrea si confronta con Leopoldo e Artemisia, che sono il suo 'opposto, votati al misticismo e capaci di coinvolgerlo in situazioni paradossali. Nel casale di Preggio, amena località tra Perugia e il Trasimeno, Andrea scopre un altro mondo rispetto a quello conosciuto nella sua Roma, e riflette a fondo sulla sua situazione esistenziale.

Anche il secondo racconto, “Affari di famiglia”, ritrae un personaggio “strano” che, nel corso della vicenda, ricerca e pare trovare un suo equilibrio interiore, salvo poi scoprire il contrario. Tema centrale del racconto è la trasformazione della famiglia tradizionale ed il ribaltamento del rapporto “di potere” tra genitori e figli, con i primi  che diventano vittime e succubi dei secondi, capaci di condizionarne la giornata e la vita.

Da un tema “sociale”, ad uno psicologico. Nel terzo racconto, “Il lago degli angeli”, il protagonista è un introverso che va alla ricerca della purezza e della bellezza dell’esistenza e deve confrontare questa sua tensione ideale con la durezza della vita di ogni giorno. “E’ il racconto più impegnativo, per me: il personaggio mi intrigava”, ha confessato, non senza un qualche riferimento autobiografico, l’autore che, oltre alla tematica della famiglia, tocca qui anche quella dell’immigrazione, sia pure senza intenti di analisi sociologica, perché la sua è “una mera osservazione e non una valutazione di merito” di ciò che vede e descrive.

“Il manoscritto”, quarto racconto del libro, è ambientato nel mondo dell’editoria, attraverso la vicenda di uno scrittore che muore e lascia un manoscritto non ancora ultimato alla vedova. La donna, in difficoltà economiche, deve decidere come gestire il lascito: se far  prevalere il valore del manoscritto come ricordo del marito;  o quello commerciale, nel rapporto difficile con un editore molto attento ai suoi guadagni, mediato da un amico con tendenze mistiche. Un racconto intimistico, dove Losito dichiara di trasfondere anche un po’ della sua conoscenza del mondo editoriale umbro.

L’ultimo racconto è “una prosa in poesia”: così l’ha definita Bandini nella sua introduzione. L’autore ha riferito di averlo scritto pensando a chi si trova a perdere una persona cara e, in questo senso, lo lega strettamente a “Il manoscritto”.  “Non ho pensato ad una  persona in particolare, ma ad una situazione nella quale chi resta spesso deve far fronte a sensi di colpa” e al dolore della perdita ha spiegato Losito.

Di sottile malinconia per ciò che era e non è più, dalla famiglia ai casali di campagna, ai manoscritti dell’era ante-informatica, ha parlato anche Rossi, che ha definito l’autore una “persona appassionata che fa col cuore le cose che fa”. Rossi  ha spiegato che si è offerto di patrocinarne la presentazione del libro nella sede della Provincia “perché è giusto e doveroso da parte delle istituzioni dare possibilità ai giovani che promuovono la nostra terra con la loro opera”.

Il libro è in vendita per i caratteri della editrice Midgard al prezzo di undici euro e sessanta.

Daniele Orlandi – Agenzia Stampa Italia

 

 

 

 

 

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