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(ASI) Anche quest'anno la città di Reggio Calabria ha ospitato dall'8 all'11 agosto l'Ecojazz Festival, la rassegna internazionale in memoria del Giudice Antonino Scopelliti, barbaramente ucciso nel '91 e delle altre vittime della criminalità organizzata. Come dimenticare le parole del Magistrato che definiva il “giudice solo, solo con le menzogne cui ha creduto, le verità che gli sono sfuggite, solo con la fede cui si è spesso aggrappato come naufrago, solo con il pianto di un innocente e con la perfidia e la protervia dei malvagi. Ma il buon giudice- aggiungeva Scopelliti - nella sua solitudine, deve essere libero, onesto e coraggioso.” E proprio rifacendosi a questi valori: libertà, onestà e coraggio, l'Associazione culturale Art Blakey di Pellaro (RC) opera sul territorio regionale per diffondere attraverso la musica un messaggio di pace e di abbandono di qualsiasi forma di violenza.

Il Festival nasce nell'agosto del 1992, a distanza di circa un anno dalla tragica scomparsa del giudice Scopelliti, grazie ad un gruppo di ragazzi calabresi nominato “I giovani della Nuova Resistenza” ed attivatosi con l'intento di sopravvivere al terribile cancro che attanaglia la società meridionale. Da pochi giorni vi era stata la strage di via D'Amelio nella quale persero la vita Paolo Borsellino e la sua scorta quando in una piazza di Reggio Calabria compare uno striscione con la scritta: “Grazie Totò Riina”. Un insulto ai tre valori a cui abbiamo accennato in precedenza: libertà, onestà e coraggio. In una parola: Giustizia.

A far sparire questa terribile offesa alla dignità dell'essere umano furono proprio “I Giovani della Nuova Resistenza” che si diedero questo nome con l'intenzione di far passare un messaggio chiaro: “ci siamo e siamo pronti a resistere a chi ci vorrebbe ciechi, sordi e muti.”

E proprio questi ragazzi si resero protagonisti dell'evento che giunge quest'anno alla XXI Edizione e che contribuisce a mantenere viva la speranza di una rinascita culturale, della formazione di nuove generazioni che non si nascondano dietro ai loro silenzi, ma che siano pronte a gridare 'Giustizia', consapevoli di non dover temere “le urla dei violenti ma il silenzio degli onesti.” (M.L. King).

La musica non ha confini, così come la legalità...per dirla con Duke Ellington: “Questa città del Jazz è in qualsiasi posto, ovunque si possa sentire il suono che ti mette il fuoco addosso.”

Ed è proprio grazie alla musica che si può ancora intravedere uno spiraglio di luce.

Sin dalla prima edizione l'Ecojazz Festival costituisce una vetrina importante per il capoluogo reggino: negli anni si sono susseguiti artisti di fama mondiale come Enrico Rava, Paolo Fresu, William Parker, John Tchicai, Trilok Gurtu per citarne alcuni e anche quest'anno non poteva mancare una proposta di qualità, puntando soprattutto sui ritmi latini di due importanti pagine del Jazz, come Ray Mantilla e Omar Sosa.

La rassegna si è svolta dall' 8 all'11 agosto con il seguente programma:

 

mercoledì 8 ore 04,40 (alba) alla Rotondetta Lungomare Falcomatà:

“Il Jazz incontra la Fata Morgana”

Gabriel Mirabassi (clarinet) Roberto Taufic (guitar)

 

giovedì 9 ore 19.00 Collina “La Loggia” Pellaro

“I Suoni dell'Urlo del Tramonto sul Mediterraneo”

The Sax Master Class conduction Francesco Bearzatti (sax)

 

ore 22.00 Centro Equitazione Foti Pellaro

Duo Evoca

Luca Baldini (piano) Emiliano Laganà (drums)

guest Francesco Bearzatti (sax)

 

Ray Mantilla Vintage feat Edy Martinez

 

Venerdì 10 ore 22.00 Centro Equitazione Foti Pellaro

(Around Ornette disco dell'anno)

Giovanni Falzone (tr) Francesco Bearzatti (sax)

Beppe Caruso (tr.ne) Paolino dalla Porta (cb)

Zeno de Rossi (drums)

 

Sabato 11 0re 22.00 Centro Equitazione Foti Pellaro

Cuba incontra Napoli a Reggio Calabria

Omar Sosa e Marco Zurzolo band

 

 

Maria Vera Valastro- Agenzia Stampa Italia

 

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