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(ASI) Lettere in redazione. Nel corso della puntata di Porta a Porta di ieri 7 marzo dal tema " Mangiar bene in tempi di crisi ", abbiamo assistito ad un vero e proprio attacco ingiustificato alla Dott.ssa Luciana Baroni, neurologa ed esperta in nutrizione vegetariana.

 

Il tenore della conversazione si è innalzato quando la Baroni ha evidenziato l'aspetto salutare della dieta priva di carne alimentare. Immediata la replica del Prof. Calabresi che attribuisce tale benessere soltanto al fattore "magrezza dei vegetariani" negando gli evidenti danni, scientificamente e clinicamente dimostrati, derivanti dal consumo di carne alimentare.

 

"Inaccettabile tanta ignoranza palesata dal Prof. Calabresi che evidentemente non conosce bene la materia, ingiustificato inoltre il suo silenzio circa la mancata regolamentazione dei prodotti derivanti da animali clonati, quali carne e latte, presenti nella catena distributiva alimentare, nonostante il divieto alla commercializzazione imposto dal Parlamento U.E. e contro la maggioranza dei cittadini europei che pretende un’etichettatura di tali prodotti. - dichiara il presidente del Partito Animalista Europeo, Stefano Fuccelli - Gli italiani contribuiscono con le proprie tasse per un servizio pubblico di informazione corretta e libera e la RAI ha l'obbligo di garantirlo, ma così non è e questo è profondamente ingiusto." - conclude il leader del PAE - " Tuttavia vorrei ricordare al Prof. Calabresi che":

 

- Le malattie vascolari, cancri, ipertensione, diabete ed obesità rappresentano i reali danni derivanti dall’assunzione alimentare di carne, così come sostenuto da autorevoli esponenti ed organizzazioni ed agenzie internazionali accreditate.

 

- Il Prof. Umberto Veronesi direttore scientifico dell’Istituto Europeo di Oncologia dichiara “Attenti all’alimentazione innesca i tumori più del fumo, la prevenzione riduce i decessi più della medicina e comincia a tavola. I dati sul cancro al colon dimostrano che è quasi inesistente nei paesi a dieta priva di carne. ” Ad innescare il tumore nel 35% dei casi è per il consumo improprio di carne; seguono il tabacco (30%), le infezioni virali (10%), i fattori riproduttivi (7%), l’attività lavorativa e l’inquinamento (4%)”. Mangiare carne fa male.

 

- La stessa indicazione è confermata dallo studio “ meat intake and mortality” pubblicato nel 2009 negli Stati Uniti sul bimestrale “ Archives of internal medicine” le conclusioni sono state che consumare carne lavorata, comunque di provenienza industriale, eleva il rischio di morte per tumore e malattie cardiache.

 

- La Food and Drug Administration americana afferma: “chi consuma più di 80 grammi quotidiani di carne alza di 8 volte il rischio di tumori allo stomaco ed all’intestino, oltre che alla prostata per gli uomini ed al seno per le donne”.

 

- Il World Cancer Research Fund (WCRF) e l’ American Institute for Cancer Research sottolineano come vi sia una chiara evidenza che l’assunzione di carne sia causa di cancro al colon ponendo come obiettivo per la salute pubblica un consumo medio di 300 gr. a settimana (43 gr. al giorno) , e di evitare in modo assoluto carni processate, come pancetta, prosciutto, salame, salsicce, carne in scatola, ecc.

 

- Lo studio effettuato dalla Oxford University – Unità cardiologica della Cornell University (ottobre 2010):”diminuendo il consumo di carne si eviterebbero, soltanto in Inghilterra, 31mila morti per malattie cardiovascolari, 9mila per cancro e 5mila per ictus ed il servizio sanitario (inglese ndr) risparmierebbe almeno 1,3 miliardi di euro; con l’eliminazione totale del consumo di carne le cifre aumenterebbero ancora di più“ . Il cittadino britannico medio consuma 125 kg di carne l’anno, l’italiano medio intorno ai 92 kg l’anno. La ricerca della Oxford University ha calcolato quello che avverrebbe diminuendo il consumo a 11 kg l’anno ( 31 gr. giornalieri ): si eviterebbero 45.361 morti.

 

- Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità i casi di cancro potrebbero aumentare del 50 % con 15 milioni di nuovi casi entro il 2020. Sul banco degl’imputati il consumo elevato di carne ( superiore a 30 gr. giornalieri ) e proteine animali e una dieta troppo ricca di calorie, di zuccheri semplici, insieme al fumo e alle infezioni.

 

- I dati confermano che il 30-40 % dei tumori si potrebbero evitare se uomini e donne nei paesi ricchi si nutrissero in modo diverso. “Questo modo di mangiare ha contribuito grandemente allo sviluppo di malattie quali l’obesità, il diabete, l’ipertensione, l’aterosclerosi, l’infarto, l’osteoporosi, e molti tipi di tumori tra cui quello dell’intestino, della mammella e della prostata ”afferma Franco Berrino, direttore del dipartimento di medicina preventiva e predittiva nonché responsabile del Servizio di Epidemiologia dell’Istituto dei Tumori di Milano.

 

- Solo per citare alcune autorevoli fonti.

 

CARNE CLONATA

 

- Il Parlamento UE chiede di vietare, a scopi alimentari, la clonazione di animali e il loro allevamento, nonché la vendita e l’importazione di prodotti da essi derivati. Ritiene infatti che ciò minaccia l’immagine dell’agricoltura UE, basata su prodotti di qualità, sui principi ecocompatibili e sul rispetto di rigorosi standard di benessere degli animali. Paventando anche una riduzione della diversità genetica, sostiene che l’impatto della clonazione non è ancora stato adeguatamente studiato.

 

- L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha pubblicato delle linee guida 2012 per la valutazione dei rischi associati agli alimenti e ai mangimi derivati da animali geneticamente modificati e sui relativi aspetti di salute e benessere degli animali. Ma al momento, nell’UE, non è stata presentata alcuna richiesta di autorizzazione all’immissione in commercio di alimenti e mangimi derivati da animali geneticamente modificati.

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