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(ASI) "So che negli archivi libici sono state prelevate carte di grande rilievo, in lingua inglese, che documentavano i rapporti tra i servizi libici e quelli statunitensi.

Ce ne sono sicuramente altre ma ho timore che qualcuno ci preceda. Penso in particolare a quei Paesi che hanno condotto con maggior vigore la guerra contro la Libia di Gheddafi: la Francia e la Gran Bretagna". Queste le parole di Rosario Priore, giudice istruttore di alcuni dei processi più importanti e misteriosi della storia d'Italia, tra cui la strage di Ustica.

Forse, a trentun'anni da quel 27 giugno 1980 in cui persero la vita 81 persone, "la verità potrebbe essere dietro l’angolo - rimarca il giudice Priore - ma c’è bisogno che ci vengano date informazioni e notizie che finora ci sono state negate. Principalmente da parte di quei Paesi a cui abbiamo chiesto, con rogatorie, di risponderci su determinati eventi, essenziali per la ricostruzione dei fatti. Penso particolarmente alla Francia". "Non credo in responsabilità precise - spiega il magistrato - ma una mano potrebbe essere data anche dagli Stati Uniti, che sul Mar Tirreno poteva contare su un aereo Awacs, che sicuramente aveva la visibilità di tutto quello che succedeva".

Priore conclude spiegando la sua idea su quei fatti: "La mia verità - ribadisce il magistrato - è quella che emerse dopo anni di indagine e che ho scritto nella sentenza del 1999, dopo 8 anni e mezzo di indagini condotte direttamente da me". "Alla base - spiega - c’è una sorta di aggressione aerea, un attacco a dei velivoli militari in volo sul Tirreno, da parte di altri velivoli militari che che hanno percorso una lunga traiettoria parallelamente al nostro aereo civile. Hanno intersecato la rotta del DC9 e lì potrebbe essere successo quello che è stato ipotizzato nell’inchiesta e a cui credono molte persone: un’aggressione ad aerei militari che volavano accanto o sotto al nostro e che siano stati in un certo senso protetti dalla presenza del nostro aereo. Quel qualcosa che era diretto verso i velivoli militari, ha centrato il nostro DC9”, conclude il giudice Priore.

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