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(ASI) Cosa sono l’I.F.M.S.A. e il S.I.S.M.  L’I.F.M.S.A., International Federation of Medical Students’ Associations, nasce ufficialmente nel Maggio del 1951 a Copenhagen con il contributo di otto paesi fondatori (Svezia, Danimarca, Norvegia, Finlandia, Germania, Spagna, Inghilterra e Italia) che promuovono un’associazione studentesca priva di intenti politici e mossa dalla voglia di incoraggiare una cooperazione basata puramente su basi scientifiche ed utile all’attuazione di progetti nel campo della salute.






La collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) si avvia con l’apertura dell’Ufficio IFMSA presso Ginevra. Nel tempo la Federazione amplia i rapporti con partner importanti;


attualmente l’I.F.M.S.A. è la prima voce al mondo di confronto nella categoria studentesca medica per l’OMS, l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) e la maggior parte degli enti istituzionali che lavorano in campo di Salute ed Università.

Oggi la Federazione accoglie più di 100 organizzazioni studentesche di categoria rappresentando oltre un milione di studenti di medicina in tutto il mondo.

Partners ufficiali sono: WHO, UNAIDS, UNFPA, Council of Europe, UNHCR, UNESCO, UNICEF, Global Health Council, World Medical Association, WFME, AMEE, AMSA, EMSA, EYF, stop TB, studentBMJ, The international Association of Gerontology.   Maggiori informazioni sono su www.ifmsa.org.

Il S.I.S.M., Segretariato Italiano Studenti in Medicina, è una libera associazione di volontariato creata da e per gli studenti dei Corsi di laurea specialistica in Medicina e Chirurgia, apartitica, aconfessionale, non lucrativa, che non ammette discriminazioni di genere, razza, lingua, nazionalità, religione, ideologia politica e orientamento sessuale.

Essa agisce nel pieno rispetto delle norme nazionali e internazionali.

Ufficialmente fondata nel 1970, oggi è presente in 35 Atenei italiani omogeneamente distribuiti sul territorio nazionale ed è la più grande Associazione italiana di categoria; rappresenta il membro effettivo dell’I.F.M.S.A.

Il S.I.S.M. è ufficialmente riconosciuto dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) e dalla Conferenza Permanente dei Presidi e Presidenti dei Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia italiani. Vanta inoltre numerose collaborazioni di prestigio con CIVIS, CESVI, AIL, ADMO, AIDO, AIFO, CUAMM, SIMM e Osservatorio Italiano di Salute Globale.

Il S.I.S.M. si adopera per rispondere ai bisogni di salute dell’individuo attraverso:

- contributi qualificanti alla formazione accademica degli studenti, alla loro sensibilizzazione sui profili etici e sociali della professione medica e alla crescita intellettuale, professionale e deontologica delle nuove classi mediche;

- l’informazione e l’educazione sanitaria della popolazione.

Il S.I.S.M. pertanto, in armonia con i propri fini istituzionali, promuove:

- relazioni operose sia fra gli Atenei Italiani che fra gli Atenei italiani e quelli stranieri;

- relazioni operose fra gli studenti delle Facoltà di Medicina di ogni nazionalità;

- attività nei settori dell’istruzione medica generale e specifica, della formazione sociale e medica, della salute riproduttiva, della salute pubblica, della salute globale, dei diritti umani e della ricerca scientifica;

- la partecipazione a programmi di cooperazione internazionale;

- lo sviluppo del volontariato e dell’associazionismo;

- la partecipazione e l’organizzazione di campagne di sensibilizzazione nell’ambito della salute pubblica.

L’associazione persegue tali obiettivi attraverso le Aree tematiche della Pedagogia Medica (SCOME), Salute Riproduttiva (SCORA), Salute Pubblica (SCOPH), Diritti Umani e Pace (SCORP), Campagna Scambi (SCOPE e SCORE) e i progetti di cooperazione allo sviluppo.

Attualmente il S.I.S.M. è presente nelle Università di: Bari, Bologna, Brescia, Caltanissetta, Campobasso, Catania, Chieti, Ferrara, Firenze, Foggia, Genova, Messina, Milano (Statale), Modena, Monza (Milano Bicocca), Napoli Federico II, Napoli SUN (Seconda Università), Novara (Piemonte Orientale), Padova, Palermo, Parma, Pavia, Perugia, Pisa, Roma Sapienza, Roma S.Andrea (Sapienza, II Facoltà), Roma Tor Vergata, Roma Cattolica del Sacro Cuore, Sassari, Siena, Torino, Trieste, Varese (Insubria), Verona, Udine.     Maggiori informazioni sono su www.sism.org.

                                                         ALLA BASE DEL PROGETTO “OSPEDALE DEI PUPAZZI”

L’Ospedale dei Pupazzi è un progetto dai molteplici scopi, rivolto ad un’ampia varietà di soggetti e realtà.

Coinvolge studenti del corso di laurea in Medicina e Chirurgia ed eventualmente di altri corsi di laurea para-medici (dall'odontoiatria all'infermieristica, alle scienze della neuropsicomotricità dell'età evolutiva, ecc...), bambini in età prescolare (3-6 anni) e loro genitori, insegnanti delle scuole dell’infanzia o primarie, altre figure professionali specializzate. Inoltre, inserendosi attivamente nel contesto territoriale, interessa le Istituzioni e può avvalersi del supporto di Associazioni partner.

Pertanto può essere considerato un progetto rivolto alla società in genere, la cui tematica centrale è la relazione medico-paziente, nel contesto della professione pediatrica ma anche nella professione medica in generale.

La dimensione medica, osservata a volte con interesse e curiosità, a volte con timore o diffidenza, è comunque spesso poco conosciuta nelle sue dinamiche specifiche e pertanto è fonte di dubbi, insicurezze e credenze errate. Così, come avviene per tutte le cose che si conoscono poco, è facilmente oggetto di disagio, paura o ansia.

Inoltre, soprattutto per i bambini, entrano in gioco ulteriori elementi che concorrono alla nascita di sentimenti ostili nei confronti di medici e ospedali, quali un ambiente poco accogliente, un’immagine inquietante del personale medico e paramendico a causa del modo di vestire, la mancanza di strumenti e tecniche che siano specifici per i bambini ed attirino la loro attenzione. Tutto questo, oltre al disagio del bambino, determina lo sviluppo di un rapporto di tensione con il medico che può addirittura influire sulla qualità del trattamento.

Pertanto, avvalendoci del fatto che il momento del gioco costituisce l’attività essenziale dello sviluppo fisico, emotivo e sociale del bambino, abbiamo pensato di sfruttarlo per aiutare i bambini, che possono doversi sottoporre a una visita medica o un ricovero ospedaliero, a capire che cosa possa succedere loro e perchè, minimizzando così la paura, la tensione, l’ansia e la frustrazione di questi momenti. Il contatto con il medico si trasforma così da un' esperienza che il bambino dovrebbe subire ad un momento di interazione ed attività.

 Inoltre, poiché il bambino assorbe conoscenze e sentimenti dal mondo che lo circonda, è nel nostro interesse promuovere su un’ampia scala una cultura sulle suddette tematiche, confidando nel supporto di genitori, insegnanti, medici e di tutte le figure che possono contribuire a far crescere nei piccoli una maggiore conoscenza e una migliore disposizione nei confronti della figura del medico e dell’ambiente ospedaliero.



GLI OBIETTIVI DEL PROGETTO

L’Ospedale dei Pupazzi mira al raggiungimento di vari obiettivi, alcuni generici e ideali, altri più specifici e misurabili.

Promuovere all’interno della società una maggiore cultura dell’informazione sui concetti di malattia e di cura e sulla realtà medico-ospedaliera, soprattutto nei confronti dei bambini, superando l’attuale tendenza alla negazione di queste problematiche e l’alone di mistero e paura che spesso le circonda.

Aiutare i piccoli a superare eventuali paure o pregiudizi nei confronti di medici ed ospedali (usando i loro pupazzi come “transfert”): l’ospedale non è un luogo di punizioni ma di cura. Le basi su cui è fondato l’OdP sono fondamentalmente PREVENTIVE; infatti l’intento è di migliorare l’approccio del bambino SANO alla figura del medico e all’ambiente ospedaliero, in particolare nel contesto di esperienze comuni e ordinarie quali la visita pediatrica, le vaccinazioni, le analisi del sangue o altri eventi simili.

Insegnare ai bambini qualche nozione medica di base (es. concetti di anatomia, fisiologia, iter diagnostico-terapeutico): spesso ciò che spaventa è ciò che non si conosce. Le malattie e la loro cura fanno parte della vita di tutti i giorni e capirne i significati aiuta ad affrontarli meglio.

Sensibilizzare gli studenti sull’importante problematica del rapporto con il paziente, aspetto fondamentale della professione medica e para-medica (in generale, non solo in un contesto pediatrico).

Coinvolgere nel progetto i genitori e gli insegnanti dei bimbi con un duplice fine: promuovere la loro riflessione sulle tematiche in questione e avvalersi del loro supporto in qualità di figure pedagogiche per eccellenza.

 
LA REALIZZAZIONE DELL’OSPEDALE DEI PUPAZZI

L’Ospedale dei Pupazzi consiste in un ambiente ospedaliero specializzato nell’assistenza a pupazzi, bambole o peluches, al cui interno si svolgono visite mediche, indagini diagnostiche e terapie specifiche.

E’ organizzato e gestito da studenti del corso di laurea di Medicina e Chirurgia (ed eventualmente di altri corsi di laurea para-medici) membri del S.I.S.M., opportunamente preparati all’esperienza, che incarnano il ruolo di “Medici Pupazzologi”.

I piccoli accompagnano i loro pupazzi ammalati attraverso l’iter diagnostico-terapeutico, avendo l’opportunità di assistere a tutte le procedure che caratterizzano le visite mediche di base e specialistiche e di acquisire una maggiore dimestichezza con il contesto ospedaliero, con la strumentazione medica, con il camice bianco. Non essendo protagonisti della visita i bimbi possono vivere l’esperienza dall’esterno, con quel distacco e quella serenità che sono necessari per comprenderne al meglio il significato e gli scopi.

L’Ospedale è costituito da diverse “unità operative” che comprendono l’accettazione, ambulatori di medicina generale e specialistica, apparecchiature per la diagnostica per immagini, una o più sale operatorie ed infine una farmacia. Sono utilizzati, ove possibili, materiali e strumenti veri (garze, bende, termometri, fonendoscopi, abbigliamento medico-chirurgico, ecc.), accompagnati da apparecchiature appositamente costruite per l’Ospedale dei Pupazzi (finti ecografi, elettrocardiografi, ecc.)

I bimbi cominciano l’attività presso “l’accettazione” dell’Ospedale, dove possono scegliere uno dei pupazzi messi a disposizione per il gioco, qualora non l’abbiano portato da casa. Durante questa fase iniziale i bambini familiarizzano con il Pupazzologo e compilano con quest’ultimo il “libretto sanitario” del pupazzo.

Ogni bimbo è poi accompagnato da un Pupazzologo “accompagnatore”, che segue con lui tutto il percorso dall’accettazione, alla visita specialistica, alla farmacia. Durante la visita i piccoli sono coinvolti attivamente, possono fare domande e sperimentare direttamente le manovre semeiologiche o l’uso di qualche strumento (es. auscultazione con fonendoscopio), magari proprio quelli di cui hanno più paura. Le prescrizioni terapeutiche spaziano da coccole, favole e accorgimenti dietetici a medicinali, medicazioni e bendaggi, procedure chirurgiche.

Al termine dell’esperienza il bimbo porta a casa una documentazione relativa a al suo pupazzetto (ricetta medica o cartella clinica o libretto sanitario) che può essere uno spunto per ripetere il gioco nel tempo e continuare a familiarizzare con i temi in questione.


OSPEDALE DEI PUPAZZI A PERUGIA

Il SISM di Perugia realizza quest’anno la terza edizione dell’OdP .

I bambini potranno visitare i loro pupazzi insieme ad esperti Pupazzologi, domenica 29 Maggio, dalle ore 9:00 alle18:30 presso l’ Ospedale allestito al Percorso Verde.

L’evento avviene in collaborazione con la CROCE ROSSA ITALIANA, l’associazione IDENTISTI DEIBAMBINI e AISO ( Associazione Italiana Studenti di Odontoiatria)


 

 

 

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