(ASI) "Conservare e rinnovare la memoria di quanti hanno perso la vita nel tentativo di emigrare verso il nostro Paese per sfuggire alle guerre, alle persecuzioni e alla miseria.                                                                                                                                        È il significato della Giornata Nazionale in onore di tutte le vittime dell’immigrazione a cui si associano il Direttore Generale, Concetta Mirisola, e tutto il personale dell’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e per il contrasto delle malattie della Povertà (INMP), ente pubblico del Sistema sanitario nazionale.

Era il 3 ottobre del 2013 quando un barcone affondò vicino a Lampedusa: solo quel giorno 368 persone tra bambini, donne e uomini, persero la vita, e da quel giorno ad oggi l’agghiacciante contabilità dei morti e dei dispersi nel mar Mediterraneo ha superato quota 15mila. “Da quel naufragio, abbiamo dovuto contare tante, troppe altre vittime, ma fermiamoci un istante, proviamo a scomporre questo numero enorme in tante singole persone e ad associare ad ognuna un nome, un volto, speranze, paure e sofferenze indescrivibili – afferma Mirisola, Direttore Generale di un Istituto che proprio sulla cura e l’assistenza sanitaria alle persone più vulnerabili innerva quotidianamente la propria mission istituzionale negli ambulatori di Roma e negli hotspot di Lampedusa e Trapani-Milo -. Solo così potremo capire quanto grande sia la tragedia che si è consumata e continua a perpetrarsi ogni giorno davanti ai nostri occhi, al largo delle nostre coste, dentro ai confini europei. I barconi affondano anche sotto il carico delle storie di dolore e di violenze di ogni tipo di chi fugge da orribili tragedie, da guerre e povertà assoluta. Sono uomini e donne come noi – ma pensiamo anche ai tanti minori - che però non hanno più nulla e cercano disperatamente un futuro, uno spazio per sopravvivere. Di fronte all’emergenza umanitaria in atto, non possiamo girarci dall’altra parte”. E’ il monito a superare egoismi, chiusure e divisioni, l’urgenza di promuovere una riflessione su un momento storico senza precedenti per il Mediterraneo e l’Europa intera. “Non possiamo ignorare le ripetute violazioni dei diritti umani, che provocano grande sofferenza e deprivazione per le persone migranti, e le morti in mare, che rimangono purtroppo una terribile realtà all’ordine del giorno. Assistiamo a un clima che sta cambiando, e non sempre in meglio, nei confronti di chi soffre: che questa Giornata Nazionale della memoria, riconoscimento importante per il dolore anche dei familiari delle vittime, molte delle quali ancora senza neanche il conforto di una sepoltura, sia l’occasione per uno scatto di responsabilità e di umanità, perché ognuno faccia la propria parte, per ricordare le vittime ma, soprattutto, per azioni concrete mirate ad evitare che altre migliaia di persone trovino la morte nei nostri mari. E’ della massima importanza sensibilizzare l’opinione pubblica alla solidarietà civile nei confronti dei migranti, al rispetto della dignità umana e del valore della vita di ciascun individuo, alla giustizia sociale, all’integrazione e all’accoglienza – chiosa il DG Mirisola -. Che il ‘3 ottobre’, con tutto il suo portato, costituisca ogni giorno dell’anno un grido di sdegno verso l’indifferenza, e al contempo sia segno di civiltà nella volontà di costruire stabilmente corridoi umanitari e vie legali che consentano alle persone in fuga l’ingresso nel nostro Paese, e in ogni Paese d’Europa, senza dover più conteggiare altre morti innocenti". E' quanto dichiarato in una nota l'’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti

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