(ASI) Salgono a oltre 2 miliardi le perdite provocate alle coltivazioni e agli allevamentida un andamento climatico del 2017 del tutto anomalo che lo classifica tra i primiposti dei piu’ caldi e siccitosi da oltre 200 anni, come dimostra lo stato didifficoltà di fiumi e laghi.

E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti dallaquale si evidenzia che il Lago di Garda e appena al 34,4% di riempimento del volumementre il fiume Po al Ponte della Becca a Pavia e circa 3,5 metri sotto lo zeroidrometrico. Lo stato del piu’ grande fiume italiano è rappresentativo dello statoidrico sul territorio nazionale dove circa i 2/3 dei campi coltivati lungo tutta laPenisola sono senz’acqua e per gli agricoltori – sottolinea la Coldiretti – è semprepiu’ difficile ricorrere all’irrigazione di soccorso per salvare le produzioni,dagli ortaggi alla frutta, dai cereali al pomodoro da industria, ma anche i vignetie gli uliveti e il fieno per l’alimentazione degli animali per la produzione dilatte che è crollata di circa il 15% anche per il grande caldo. L’allarme fienoriguarda anche gli alpeggi in montagna dove secondo un monitoraggio della Coldirettiin Lombardia sui pascoli di montagna si registra in media un calo del 20% di erba adisposizione del bestiame. Le perdite provocate dalla siccità in Lombardia ammontanoa circa 90 milioni di euro, i due terzi dei quali legate a perdite produttive sumais e frumento mentre il resto – riferisce la Coldiretti - è diviso tra il calonella produzione di latte, a causa delle alte temperature, e l’aumento dei costienergetici per le irrigazioni e per la ventilazione e il raffrescamento nellestalle. In Piemonte a soffrire sono soprattutto le province di Cuneo, Asti eAlessandria dove il forte caldo di questi giorni, oltretutto, sta aggravando lasituazione idrica degli alpeggi. La campagna cerealicola sta facendo registrare reseinferiori del 30%, per le coltivazioni foraggiere è andato a compimento solo ilprimo taglio con danni almeno del 50%. Forti timori per la raccolta – continua laColdiretti - di frutta, uva e nocciole. Vivono con il terrore degli incendi,considerata la conformazione del territorio, gli agricoltori della Liguria cherisentono della siccità soprattutto per gli oliveti dell’Imperiese soggetti allacascola dei frutti e nelle zone irrigue di Andora ed Albenga dove soffre anche lacoltivazione del pregiato basilico genovese. Dal mese di aprile, la Regione Venetoha emesso tre ordinanze sullo stato di crisi per siccità allo scopo di contingentarel’acqua. Gli agricoltori, secondo la Coldiretti, sono costretti a bagnare la soia,il mais, barbabietola, tabacco oltre a tutte le orticole, comprese le frutticole giàin emergenza ma anche i prati stabili con conseguente aggravio dei costi diproduzione. Preoccupa anche il cuneo salino che interessa una zona del Polesine dicirca 62mila ettari pari al 10% della superficie regionale particolarmente vocatatra l’altro agli ortaggi. In Trentino Alto Adige la produzione del primo taglio difieno è stata falcidiata del 30%, ma la siccità – continua la Coldiretti - ha fattoulteriori danni dopo quelli, gravissimi, provocati dalle gelate con perdite anchedel 100% in alcune aziende frutticole della Val di Non, della Val di Sole e dellaValsugana. Lo stato di “sofferenza idrica” è stato sancito dalla Regione in FriuliVenezia Giulia, mentre la dichiarazione dello stato di emergenza riguarda le zone diParma e Piacenza in Emilia Romagna dove si registrano danni, soprattutto a pomodoroda industria, cereali, frutta, ortaggi, barbabietole e soia, per oltre 100 milionidi euro secondo la Coldiretti ai quali se ne aggiungono altri 50 per i nubifragi, legrandinate e il vento forte. Oltre 200 milioni di euro è la stima dei danni dasiccità all’agricoltura stimati dalla Coldiretti in Toscana dove la Regione hadichiarato lo stato di emergenza. Solo la perdita di prodotto per grano tenero eduro è valutata in circa 50 milioni di euro; altri 35 milioni sono i danni al mais,altre foraggere e girasole, ma guasti da quantificare sono destinati a riguardareanche i vigneti e gli oliveti. Nelle Marche, dove la Coldiretti stima un danno dicirca 30 milioni di euro a soffrire sono un po’ tutte le colture a partire daiforaggi per l’alimentazione degli animali, con crolli di produzione stimati fino al50%. Situazione difficile pure per il mais e il girasole, con cali previsti intornoal 30%, ma è emergenza pure nelle stalle con le mucche che a causa dello stress dacaldo stanno producendo fino al 20% di latte in meno. Danni stimatiapprossimativamente in oltre 60 milioni di euro dalla Coldiretti in Umbria dove ilcalo delle precipitazioni porterà a una diminuzione delle rese di grano e orzo(-30/40% circa, con picchi anche del 60% in alcune zone) e per i foraggi (-50%, consecondo taglio a rischio), ma anche della produzione di girasole, olio e miele(-50%). Nel Lazio le criticità maggiori si registrano a Latina dove sono compromessifino al 50% i raccolti di mais, ortaggi, meloni, angurie. Complessivamente i danni –tra investimenti sostenuti per le semine, aggravio di spese per gasolio o correnteper irrigare, mancata produzione diretta di foraggio per gli allevamenti e mancatoreddito – si attestano tra 90 e i 110 milioni di euro secondo la Coldiretti. Lalunga siccità ha messo a dura prova tutte le province della Campania dove la Regioneha chiesto al Governo di dichiarare lo stato di calamità naturale. La Coldirettistima che i danni possano ammontare a circa 200 milioni di euro, ma occorreràattendere la fine dell'estate per comprenderne la reale dimensione. In Abruzzo,nella sola Marsica che contribuisce a generare il 25% del Pil agricolo con 13milaettari coltivati, si stimano perdite di ricavo, legate alla produzione orticola,all’olivicoltura e alla zootecnia, di circa 200 milioni di euro con conseguentiripercussioni sull’intera economia regionale. Dighe ai minimi storici in Molise dovenumerosi comuni hanno emanato ordinanze “anti spreco” per salvaguardare le risorseidriche. La prolungata siccità ha già causato la perdita di 140 milioni di euro digrano, pomodori da industria e ortaggi in Puglia secondo la Coldiretti e, se nondovesse piovere ancora per settimane, troverà conferma il calo di oltre il 30% diproduzione di olive. Ma soffrono anche gli agrumeti, i vigneti di uva da tavola e davino. Grossi problemi di siccità nel Metapontino in Basilicata, con notevoli dannialle colture frutticole, agrumicole e orticole, e nella zona della val d’Agri e delVulture alla viticoltura e alla orticoltura di fine estate. La Coldiretti chiederàlo stato di calamità. In Calabria in difficoltà l’ulivo con perdite medie del 35/40%e la viticoltura con circa un 15% di grappoli bruciati per eccesso di caldo esiccità mentre in forte difficoltà sono i pascoli per bovini e i ed ovicaprini conforte diminuzione di produzione di foraggi sui prati permanenti. Aumento del costodelle irrigazioni straordinarie sugli ortaggi in pieno campo, in serra e per lafrutticoltura e in diversi territori anche nei vigneti. In totale la stima dei dannitra maggiori costi e minore produzione raggiunge secodno la Coldiretti i 310 milionidi euro in Calabria con la Regione ha avviato le procedure per la richiesta alMinistero delle politiche Agricole il riconoscimento della calamità. In una Siciliacosti triplicati per chi è costretto a irrigare i campi con l’acqua che in alcunezone agricole del catanese non arriva a causa di una rete colabrodo. In Sardegna nelSulcis-Iglesiente 4 mila aziende agricole sono rimaste praticamente senz'acqua acausa della siccità e degli incendi e la Coldiretti ha stimato nell’Isola unariduzione del 40% delle produzioni agricole e quantificato in 120 milioni di euro leperdite per tutti i settori agricoli. Gli allevatori sono rimasti senza pascoli,hanno raccolto il 50% del fieno, e subito un drastico calo delle produzioni dilatte. La raccolta del grano è stata inferiore del 25%. La Giunta Regionale haadottato una delibera per chiedere lo stato di calamità naturale per tutto ilterritorio regionale, comprese le zone irrigue.

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