(ASI) Se un porporato pensa (e dice apertamente) che l'aborto crea più vittime dei preti pedofili e che Berlusconi facendo sesso a pagamento con una minorenne abbia fatto una ragazzata è lecito attendersi dell'altro. Altro che puntualmente arriva.
Infatti il Vescovo di Foligno Monsignor Bertoldo, sguardo fiero sotto la maestosa pelata, tunica violacea, adatta al suo status, si è espresso in questi precisi termini nei confronti di un crimine quale quello dello stupro: “Se una donna cammina in modo sensuale o provocatorio, qualche responsabilità nell’evento ce l’ha perché anche indurre in tentazione è peccato”.
Come dire, che se una donna passeggia ed alla vista si riscontrino movenze seducenti è
normale che susciti reazioni brutali, bestiali e violente come in uno stupro.
E come se non bastasse, al danno si unisce la beffa: perché è anche peccatrice.
Monsignor Arduino Bertoldo è il testimonial ideale di quella Chiesa che non nutre grandissima stima per la donna. Vorremmo chiamarla “sindrome di Eva”.
Quello della donna-tentatrice, capostipite di tutte le seduzioni peccaminose è ormai uno stereotipo che credevamo anacronistico.
E nel ventunesimo secolo, ci si era un po’ illusi che la coscienza morale della società (clero incluso) fosse cambiata e che considerasse realmente le pari opportunità di donne in carriera, pur essendo mogli e madri. Invece i seni al vento del GF11 o le avventure notturne dei politici riaccendono sul sesso debole i riflettori inquisitori di una certa chiesa proiettata verso un nuovo medioevo. E' la stessa chiesa che stenta a ritrovare proseliti? Quella delle messe semideserte e verso la quale molti giovani si professano atei? Sarà solo una coincidenza?
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