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Il caso Torregiani diventato il caso Battisti e viceversa. Una storia che ritorna a ondate. A volte generando speranza di giustizia, altre amarezza e sconforto.

Una storia raccontata da Alberto Torregiani, figlio di Pierluigi, gioielliere milanese ucciso il 16 febbraio del 1979 in un agguato terroristico, nel libro “Ero in guerra ma non lo sapevo”. Il mandante di quell’omicidio è quel Cesare Battisti che riuscì ad evadere dal carcere rifugiandosi prima in Francia e in seguito in Brasile, dove sta scontando una pena detentiva contando sullo status di di rifugiato politico. Per nulla rassegnato all’ingiustizia di vedere chi ha causato la morte del padre e la paralisi che lo costringe in carrozzina dall’età di 15 anni, Torregiani si lancia in politica impugnando la spada della giustizia. Con il Comitato Cittadino per la Giustizia avrà una propria lista a Varese, Milano, Rho, oltre ad essere candidato sindaco a Latina. La presentazione ufficiale del Comitato Cittadino per la Giustizia è in programma settimana prossima a Milano.

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