(ASI) "Non c'e' motivo di rallegrarsi. Oggi comunque e' stato messo un primo tassello per arrivare alla verita".
Sono le parole pronunciate dal padre di Stefano Cucchi dopo il rinvio a giudizio, da parte del Gup di Roma, di dodici persone tra poliziotti, medici ed infermieri coinvolti nel caso della morte del figlio e la condanna a due anni di reclusione per il funzionario del Dap, il direttore dell'ufficio detenuti Claudio Marhiandi, che avea chiesto il rito abbreviato
Il giovane romano era stato trovato morto con segni di percosse nell'ottobre 2009 dopo essere stato arrestato per droga.
Il processo per i dodici rinviati a giudizio inizierà il prossimo 24 marzo; le accuse mosse contro il personale medico sono di favoreggiamento, flaso ideologico, abuso di ufficio e abbandono di persona inapace, mentre per i tre poliziotti di lesioni e abuso di autorità
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