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(ASI) Il conclave sbarca dall'altra parte dell'Atlantico in meno di ventiquattro ore ed elegge Pontefice Jorge Maria Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires, con il nome di Francesco.

Il Papa argentino, di origine piemontese, ha fatto ricadere la propria scelta su un nome impegnativo, che ha un sapore umile ma, nel contempo, rivoluzionario, quello di Francesco d'Assisi; il Santo Patrono d'Italia che, spogliatosi delle sue ricchezze, si vestì di sola umiltà, rendendosi “ultimo fra gli ultimi”.

Da semplice prete Jorge Maria Bergoglio predicava ed auspicava la realizzazione di una Chiesa 'estroversa', non più autoreferenziale,  pronta ad abbandonare il lusso e lo sfarzo per uscire in mezzo alla gente e nella strada. Abituato a viaggiare in metropolitana con una semplice tonaca indosso, si presenta come un “conservatore dell'avvenire”, come colui che desidera mantenere intatto l'insegnamento pastorale, il senso della famiglia e della società. Siamo di fronte ad un momento storico e rivoluzionario: prima le dimissioni di Benedetto XVI e, successivamente, la scelta del nome Francesco da parte di un gesuita.

Le scelte e le parole del pontefice  sembrano voler abbattere non solo le barriere geografiche ma anche quelle che dividono gli ordini religiosi e i ceti sociali, all'insegna del principio di fratellanza e misericordia.

In poche ore si sono radunati più di centomila fedeli in piazza san Pietro  per assistere all'elezione del nuovo Pontefice che non si è fatto attendere a lungo e ha salutato il popolo di fedeli spogliandosi di qualsiasi privilegio, prima ancora di averlo acquisito:

“Buonasera … il dovere del conclave era di dare un vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli cardinali siano andati a prenderlo quasi alla fine del mondo ma … siamo qui.

Vi ringrazio per l'accoglienza, la comunità diocesana di Roma al suo vescovo. Grazie.

Prima di tutto vorrei fare una preghiera per il nostro vescovo emerito, Benedetto XVI. Preghiamo tutti insieme per Lui, perché il Signore Lo Benedica e la Madonna Lo Custodisca … adesso vorrei dare la Benedizione, ma prima vi chiedo un favore: che voi preghiate il Signore perché mi Benedica, la preghiera del popolo per il suo vescovo …”

Siamo di fronte ad una svolta epocale, non solo perché il nuovo Pontefice è latino americano ma anche per la personalità di Jorge Bergoglio, “un uomo evangelico segnato, come ha affermato mons. Paglia, dalla santità e dalla libertà dello spirito.”

Ciò che appare chiaro sin dalle prime battute di Papa Francesco è il suo rapporto diretto con il Vangelo e con la gente del mondo intero, l'invito alla preghiera, all'educazione, alla fratellanza.  Intenzione del pontefice sembra essere quella di ridare forza alla Chiesa domestica, ovvero alla famiglia che è alla base della società.

In un'intervista rilasciata tempo fa a Rai Vaticano l'allora cardinale Bergoglio dichiarava:

“La speranza viene dal Signore e il Signore viene a trovare il suo popolo ovunque e la devozione del nostro popolo costituisce una vera e propria riserva spirituale e culturale. La nostra gente è costituita da fedeli, da persone devote e questa devozione va portata avanti attraverso la testimonianza, la preghiera; deve insegnare la strada del Vangelo... L'unico a poter dare la speranza è Gesù Cristo.” In merito ai fondamentalismi religiosi, continuava il cardinale: “questi sorgono quando i problemi vengono visti alla luce delle ideologie; in questo modo l'aspetto umano viene messo da parte e rimane solo quello ideologico e l'ideologia diventa sempre più chiusa, più tiranna...Questo è un fenomeno che può verificarsi in tutti i continenti... Ridurre il valore ad un'ideologia porta alla creazione di fondamentalismi.”

Le maggiori sfide per la Chiesa nel nuovo millennio?? “Riguardano l'evangelizzazione, il dare speranza ad un mondo che è chiuso in se stesso. Bisogna portare Gesù Cristo in mezzo alla gente senza svuotarlo della Sua verità... presentandoLo attraverso la predicazione del Vangelo!”

“La Chiesa deve essere sempre meno clericale ...” predicava il cardinale Bergoglio. Meno autoritarismo e individualismo all'interno del mondo ecclesiastico, più spazio a spiritualità e umiltà.

E a rendere Papa Francesco Essenzialmente Uomo sono la passione per il calcio e per il tango... aspetti che potrebbero sembrare paradossali se associati alla figura del pontefice ma che in realtà lo rendono più vicino a noi... prima come Papà e poi come Papa.

E, come ogni 'papà' che si rispetti, Francesco si prepara a cullare i propri 'figli', ad educarli alla fratellanza non solo con le prediche ma attraverso quell'esempio di coerenza che, come dichiarato dal neo pontefice, “non si compra, non si negozia e non si impara da nessuna parte!”

 

Maria Vera Valastro- Agenzia Stampa Italia

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