(ASI) La crisi economica ha intaccato in modo palese, reale tutti i settori del paese, nessuno escluso. Organi istituzionali, dal quello centrale a quello locale che con l’arma del taglio alla spesa hanno portato l’Italia ad un punto di non ritorno.
Uno dei settori più importanti sotto il punto di vista del diritto, del sociale è sicuramente la sanità. Continui tagli a strutture fiori all’occhiello del made in Italy, strutture all’avanguardia che per colpe altrui si ritrovano a chiudere da un giorno all’latro lasciando sul lastrico migliaia e migliaia di figure professionali tra medici, infermieri professionali e figure tecniche sanitarie. La salute è un dovere di ogni paese dicasi civile e democratico. A lanciare un forte appello a questo stato di cose che non può più andare avanti è il presidente di Unindustrie Maurizio Stirpe che si rivolge in un accorato appello alle istituzioni politiche, che a proposito delle aziende che devono percepire da tempo i legittimi compensi dice: “Aziende che devono riscuotere crediti che ne stanno mettendo in discussione la stessa sopravvivenza. Su questa partita ho chiesto al presidente di Confindustria Squinzi l’opportunità di valutare anche azioni non convenzionali per le nostre associazioni. E’ inaccettabile che in uno Stato di diritto ci siano ancora situazioni tali in cui il primo a non adempiere sia proprio lo Stato. Io non capisco poi come si abbia la faccia di fare la lotta all’evasione quando il primo a essere inadempiente è proprio lo Stato. Io penso che questa sia una questione che assolutamente il governo deve risolvere perché credo sia davvero inconcepibile, al giorno d’oggi, eseguire dei servizi, delle prestazioni, non pagarle, addirittura fare piani di rientro con efficacia retroattiva. E’ una questione sulla quale si gioca anche la coesione tra i vari soggetti che compongono la nostra geografia socio-economica. Ritengo sia un problema che debba essere affrontato con energia e nell’unico modo possibile: pagando”. Sulle possibili azioni non convenzionali dette dal presidente Stirpe, lo stesso a tal proposito dice: “Dobbiamo creare una situazione di discontinuità rispetto a tutte le azioni che sono state poste in campo che fino ad ora non hanno determinato alcun effetto. Ci sono dei ritardi abissali nei pagamenti, un problema complessivamente nel Lazio vale 10 miliardi di euro e coinvolge quasi 15 mila imprese, un problema gravissimo. Credo che lo Stato debba dare una risposta forte a iniziare dalle imprese che operano nella sanità. Bisogna studiare una serie di idee che tentino di dare una risposta a questo problema”. Sul problema dell’accesso al credito il presidente Stirpe dice: “Noi ci rendiamo conto delle difficoltà di tutti, ma in questo momento le imprese soffrono, sono strette in una morsa tra Stato, banche, crisi economica, committenti”.
Davide Caluppi - Agenzia Stampa Italia
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