(ASI) Continua senza sosta la forte austerity per il paese ellenico. Richieste lacrime e sangue da parte di creditori esteri con l’intento di salvaguardare l’area euro e di conseguenza la Grecia con il rischio, già in corso da tempo, che il paese possa andare in default come dicono gli analisti.
Queste richieste ulteriori prevedono tagli massicci alle pensioni, tagli alle retribuzioni per un valore di un miliardo e mezzo di euro. Fasce deboli sempre più colpite, ridotte ormai all’osso. Pensionati che vivono di stenti e che non arrivano come si dice alla fine del mese. Un miracolo per la situazione Greca se arrivano alla seconda settimana.
Una nota del governo greco dice: “Vogliamo restare finchè il piano non sarà finalizzato”. Per il reperimento di questo miliardo e mezzo di euro i media hanno fatto riferito di tagli sugli ammortizzatori sociali, tagli alle spese, riduzione degli stipendi pubblici, riduzione delle esenzioni fiscali e di un possibile innalzamento dell’età pensionabile.
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