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Estera

Fiera della sanità in Libia - Tripoli 11/13 settembre

Di Ettore Bertolini 19 Luglio 2012 – 23:00 4 min di lettura

(ASI) Dopo l’edilizia e il comparto agro-alimentare è ora la volta della Sanità. La Camera di commercio italo-libica è diventata partner, insieme al ministero della Sanità libico, della nona edizione della più importante fiera sull’assistenza sanitaria del Nord Africa: la Libyan Healthcare Exhibition 2012. Alla Camera è stato affidato il ruolo, in esclusiva, di gestire la presenza delle imprese italiane partecipanti, oltre a quello di contribuire alla realizzazione delle innumerevoli iniziative collaterali.



THE 9th LIBYAN HEALTHCARE EXHIBITION 2012

Fiera internazionale di Tripoli

Tripoli (Libia), 11-13 settembre 2012 

competenze e prodotti italiani per la sanità libica.

Damiano: la partita si gioca tutta in questi mesi

(ASI) Dopo l’edilizia e il comparto agro-alimentare è ora la volta della Sanità. La Camera di commercio italo-libica è diventata partner, insieme al ministero della Sanità libico, della nona edizione della più importante fiera sull’assistenza sanitaria del Nord Africa: la Libyan Healthcare Exhibition 2012. Alla Camera è stato affidato il ruolo, in esclusiva, di gestire la presenza delle imprese italiane partecipanti, oltre a quello di contribuire alla realizzazione delle innumerevoli iniziative collaterali.

Dopo i recenti avvenimenti bellici, la nuova Libia si trova oggi in una situazione di emergenza sanitaria - dice il presidente della Camera, l’arch. Gian Franco Damiano - . L’attuale problematicità nell’erogazione delle prestazioni da parte delle strutture assistenziali e dei servizi medici, dovrà essere superata in breve tempo. Questa fiera si pone come momento d’incontro privilegiato tra i diversi settori del sistema sanitario libico - fortemente determinato ad acquistare prodotti, tecnologia e know-how - e tutte quelle imprese intenzionate a presentare le migliori soluzioni agli innumerevoli e urgenti problemi legati al mondo della sanità.

Oggi la nuova Libia deve sviluppare al suo interno procedure, servizi e percorsi sanitari nuovi, per dare spazio alle non poche disponibilità professionali presenti tra i giovani e tra i numerosi medici libici che da anni operano all’estero. Anche quest’azione rientra nella politica di valorizzazione delle risorse permettendo di ridurre la dipendenza sanitaria dall’estero che, in passato, assorbiva buona parte della spesa del Paese. In questo panorama è fondamentale la collaborazione del Sistema Italia.

 Molti i comparti coinvolti che fanno riferimento alla domanda dello specifico mercato e alla realizzazione di nuovi servizi di prevenzione e di assistenza: dalla costruzione di ospedali, laboratori, cliniche e centri medici, di analisi e diagnostici, al completo allestimento degli stessi; dalle attrezzature e macchinari (sale operatorie, laboratori di ricerca, ecc.) agli ospedali mobili.

Grandi progetti edilizi e tecnologici, ma anche i richiestissimi prodotti legati alle industrie farmaceutiche e chimiche, alla formazione, all’editoria specializzata, alla medicina alternativa, alle assicurazioni, all’abbigliamento medico e alla fisioterapia. Non vi è settore sanitario che non sarà rappresentato nella fiera.

Un incontro che non è riservato solo alle grandi multinazionali, ma soprattutto a quelle piccole e medie imprese in grado di esportare – nei singoli e specifici settori di attività - quell’eccellenza oggi tanto ricercata per la ricostruzione della nuova Libia.

Alla fiera sono attesi più di 150 espositori provenienti da oltre 30 Paesi tra cui l’Italia, la Germania, la Francia, gli Usa, la Turchia, l’Egitto, la Corea, la Grecia e la Tunisia; mentre i visitatori previsti giornalmente, in gran parte operatori del settore, oscillano tra i 3000 e i 4000.

Questi numeri e presenze – continua Damiano –, rapportati a un Paese che supera ormai i sei milioni di persone, confermano il grande interesse internazionale per la nuova Libia. In seguito alla rivoluzione dello scorso anno, la concorrenza si è fatta ancora più accentuata e spregiudicata e le imprese italiane, alla ricerca di un po’ di ossigeno, non possono farsi sfuggire occasioni come questa.

La fiera sarà articolata in diversi momenti di confronto, non solo presso i singoli stand, ma anche attraverso l’organizzazione di iniziative speciali facenti parte del programma della manifestazione. Il coinvolgimento delle aziende italiane avverrà a diversi livelli con l’unico scopo di costruire - con loro - una presenza attiva che le renda partecipi e protagoniste di questo evento internazionale.

Questo varrà anche per le imprese che, a settembre, non avranno modo di essere presenti in fiera con un loro stand. I loro servizi e prodotti potranno, infatti, essere presentati dal personale preposto della Camera ai vari target di riferimento. All’azienda saranno poi riportate le varie manifestazioni d’interesse raccolte.

Forum, convegni scientifici, presentazione di prodotti su target mirati, incontri b2b, organizzazione di visite presso le strutture ospedaliere esistenti, - termina Damiano - saranno solo alcuni degli strumenti che la Camera di commercio italo-libica metterà a disposizione di tutte quelle aziende italiane interessate a capire meglio cosa c’è da fare, quali gli interlocutori da contattare e soprattutto la fattibilità di un progetto, di una partnership o di una vendita.

Con un’unica avvertenza: la partita della ricostruzione si gioca tutta in questi mesi, mancare a questo appuntamento significherebbe perdere importanti posizioni che poi sarebbe difficile recuperare in un prossimo futuro.

 

Nota della Redazione

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